«Sono cresciuto assieme al pianoforte, ne ho imparato il linguaggio mentre cominciavo a parlare.»
Compie oggi 80 anni il grande pianista e compositore americano Keith Jarrett. La sua carriera inizia con Art Blakey, Charles Lloyd e soprattutto con Miles Davis. Fin dai primi anni settanta riscuote grande successo nel jazz ma anche nella musica classica, come leader e come solista. La sua tecnica d’improvvisazione pianistica abbraccia, oltre al jazz, diversi generi musicali: in particolare musica classica, gospel, blues e musica etnica. Epico il Trio Standards con Jack de Johnette alla batteria e Gary Peacock al contrabbasso.
Considerato uno dei migliori improvvisatori e uno dei pianisti di maggior successo nella storia del jazz, Jarrett ha subito nel 2018 due ictus che hanno determinato la parziale paresi della mano sinistra. Oggi riesce a mala pena a reggere con la mano destra una tazzina di caffè, avrebbe detto. “Ormai non sono più un pianista!”
Per quelle strane coincidenze del destino, in gennaio sono stati celebrati i cinquant’anni del “Koln Concert”, il suo disco più celebre e il più grande successo della sua carriera ma, come spesso capita, di sicuro non il più amato dal suo autore che tra l’altro quel concerto non avrebbe voluto farlo: fu convinto a non andarsene quando era già salito in macchina e i tecnici stavano montando le attrezzature.
