BLOCCHIAMO TUTTO La Francia brucia di nuovo.

0comments 2.85 mins read
BLOCCHIAMO TUTTO La Francia brucia di nuovo.

Alfredo Facchini

BLOCCHIAMO TUTTO La Francia brucia di nuovo.

Le strade, le piazze, le stazioni sono diventate il cuore pulsante di una rabbia che non si lascia più addomesticare. Il movimento «Bloquons tout» (“Blocchiamo tutto”), nato dal basso, cresciuto sui social e immediatamente esploso in tutto il Paese. È la voce di chi non vuole più subire.Centinaia di migliaia di persone, studenti, lavoratori, attivisti hanno invaso le città.

A Parigi hanno provato a bloccare tangenziali, stazioni e arterie principali. Nelle province, decine di migliaia di corpi hanno messo in scacco l’ordine pubblico. La risposta dello Stato? Ottantamila agenti schierati, 200 arresti, di cui un centinaio nella sola capitale. È l’immagine di un potere che trema e si rifugia dietro gli scudi antisommossa.

Gli scontri sono stati durissimi: incendi, barricate, assalti ai simboli del potere. La polizia ha contenuto con la forza ciò che non può spegnere: il malcontento profondo di un popolo che da anni subisce precarietà, inflazione, politiche autoritarie. Il ricordo dei gilet gialli è ancora vivo, e questa nuova ondata di protesta ne riprende lo spirito: colpire ovunque, bloccare tutto, paralizzare un Paese che Macron e le sue élite pensavano di avere sotto controllo.

Il contesto politico ha fatto da detonatore. Le dimissioni del premier François Bayrou e la nomina lampo di Sébastien Lecornu hanno mostrato la fragilità del palazzo. In meno di 24 ore la Francia si è ritrovata con un governo zoppo, mentre le piazze esplodevano.La verità è semplice e scomoda: non è solo Macron a essere sotto accusa, è l’intero modello neoliberale che da decenni soffoca il Paese. Oggi i francesi gridano contro il caro vita, la disuguaglianza, le discriminazioni razziali, le politiche antipopolari. Ma gridano soprattutto contro un orizzonte che appare sempre più stretto, più cupo, più autoritario.Chi governa spera che la repressione basti. Illusione. Dai gilet gialli a «Bloquons tout», fino alle prossime esplosioni, la Francia mostra al mondo che non è disposta ad abbassare la testa. Lo Stato è nudo, l’ordine una maschera fragile. Non è una protesta episodica, è la trama di un conflitto lungo, radicato. Macron voleva governare da monarca repubblicano, senza mediazioni. Ma il suo trono è circondato dal fuoco.

Ed è un messaggio che non riguarda solo Parigi.Bloquons tout. Blocchiamo tutto. Non un semplice slogan, ma una pratica di massa che spezza la normalità capitalistica, che rende evidente come lo spazio pubblico non appartenga al potere ma a chi lo occupa.Accanto alle piazze spontanee si è inserita La France Insoumise di Mélenchon. Non per mettere il cappello, ma per tentare di dare una cornice a un magma sociale che rischierebbe di restare informe. È il tentativo di connettere protesta e progetto, rabbia e visione. Un passaggio decisivo: trasformare l’onda in fiume, e il fiume in forza costituente.

E in Italia?Qui da noi la rabbia sociale esiste, ma resta frammentata, dispersa, spesso interiorizzata. L’Italia oggi sembra anestetizzata, ma sotto la superficie si muove lo stesso disagio: inflazione, salari stagnanti, precarietà generazionale, crisi climatica e abitativa. È lo stesso terreno che in Francia incendia le piazze. Ciò che manca è la miccia.Il “Blocchiamo tutto” francese è una testimonianza netta: non c’è ordine che tenga, se la gente decide di spezzarlo.

L’Italia, invece, appare in attesa, come sospesa. Ma le condizioni materiali sono già qui. Servirebbe un salto. E allora la domanda non è se, ma quando. Quanto tempo ancora passerà prima che anche qui, nelle strade italiane, qualcuno alzi lo stesso grido: Blocchiamo tutto?

Hey, ciao 👋
Piacere di conoscerti.

Iscriviti per ricevere contenuti fantastici nella tua casella di posta, ogni mese.

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

Hey, ciao 👋
Piacere di conoscerti.

Iscriviti per ricevere contenuti fantastici nella tua casella di posta, ogni mese.

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.