Silvana Sale
Negli ultimi giorni, più di 50 imbarcazioni della Global Sumud Flotilla sono salpate dai porti del Mediterraneo, tra cui Tunisia, Sicilia e Barcellona, con circa 500-700 attivisti provenienti da oltre 45 paesi che coraggiosamente sfidano il feroce blocco navale imposto da Israele sulla Striscia di Gaza, dove da anni si perpetra un vero e proprio genocidio contro il popolo palestinese.
Nonostante l’enorme disparità di forze, le imbarcazioni, tra cui 16 partite dalla Tunisia e 18 dalla Sicilia, si dirigono verso Gaza, consapevoli che la marina militare israeliana interverrà sicuramente per impedire loro di raggiungere la terra assediata, mantenendo con brutalità il controllo totale sulle acque dal 2007. Israele, con la sua politica di oppressione e sofferenza sistematica, si prepara a bloccare le navi e arrestare gli attivisti, che saranno detenuti, interrogati e poi rimpatriati, mentre gli aiuti umanitari trasportati rischiano di essere confiscati o bloccati, negando così l’accesso vitale alla popolazione gazawi.
Questa nuova missione di solidarietà internazionale, sebbene sia destinata a essere fermata dalla forza prepotente militare israeliana, rimane un potente atto di denuncia contro il genocidio silenzioso che continua a colpire milioni di palestinesi e un appello alla comunità globale affinché si alzi la voce contro questa ingiustizia sistematica.

