Come sono cambiati il mondo dell’informazione, il mestiere del giornalista, il rapporto fra giornalismo e potere politico e finanziario?
A ripercorrere quattro decenni di cambiamenti epocali nel settore è un saggio di Massimo Barbano, giornalista di lungo corso, dal titolo “Acrobati del cambiamento – Una vita da cronista dal block notes agli algoritmi” pubblicato da Edizioni Esperidi, che sarà presentato sabato 14 febbraio alle ore 17,30 nella sala della biblioteca Bernardini del convitto Palmieri di Lecce in piazzetta Carducci. Saranno presenti gli editori Claudio Martino e Roberta Marra. Dialogherà con l’autore la docente Maria Agostinacchio.
Barbano, già vice capo della redazione di Lecce de La Gazzetta del mezzogiorno, parte dalla sua lunghissima esperienza in giornali ed emittenti televisive per analizzare le trasformazioni di un settore che, specialmente con l’avvento del web e dei social, ha finito col perdere l’elemento della “mediazione”, per trasformarsi da quella che era una comunicazione fra il media e il fruitore della notizia ad un flusso incontrollato a discapito della verifica e dell’attendibilità delle notizie. Ma, la realtà è che oggi un post su Tik Tok ha più ascoltatori di un qualsiasi telegiornale. “Si è preferito il discount al negozio specializzato – è la metafora di Barbano – con la conseguenza di sminuire il ruolo del giornalista”.
Il libro analizza poi le numerose distorsioni narrative che hanno caratterizzato gli eventi più importanti degli ultimi anni, guerre, pandemia, questione palestinese, cambiamento climatico, opere pubbliche e finanziamenti, e si interroga infine sul quesito se gli algoritmi e l’intelligenza artificiale comporteranno o meno la scomparsa della figura del giornalista. La risposta non è netta, ma condizionata ad alcune precise variabili inerenti soprattutto al futuro della libertà di espressione in senso lato.


