I prezzi del gas e del petrolio europei sono aumentati bruscamente nelle prime contrattazioni di oggi, poiché le crescenti tensioni in Medio Oriente e gli attacchi alle infrastrutture energetiche in Qatar e Iran hanno accresciuto le preoccupazioni per le interruzioni dell’approvvigionamento.
Il benchmark olandese TTF, un riferimento chiave per i contratti di fornitura di gas europei, è salito di oltre il 30% a 70,7 euro. Il prezzo è più che raddoppiato rispetto ai circa 32 euro per megawatt-ora prima dell’inizio del conflitto.
In Gran Bretagna, i prezzi all’ingrosso del gas, che in genere si muovono in linea con i mercati europei, con un aumento di circa il 20% nella giornata. Il livello è anche più del doppio di quello registrato prima del conflitto.
Anche i prezzi del petrolio sono saliti. Il Brent crude, il benchmark internazionale, è salito a oltre 116 dollari al barile nelle prime contrattazioni.
Intanto l’Iran ha attaccato la raffineria di Haifa in Israele, come rappresaglia per l’attacco all’hub iraniano di Pars.
Produce abitualmente 197.000 barili al giorno e garantisce il 60% dell’approvvigionamento sionista.
