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La segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, si è dichiarata favorevole a una tassa patrimoniale a livello europeo, nella misura dell’1%, definendola uno strumento necessario per finanziare i beni comuni e la transizione ecologica.
In merito all’applicazione della patrimoniale all’interno dei confini nazionali, Schlein ha chiarito che la sua eventuale introduzione sarà oggetto di discussione e confronto con i partiti alleati della coalizione.
Schlein spinge per un’imposta coordinata a livello UE che colpisca i grandi patrimoni dei miliardari. L’obiettivo dichiarato è l’equità orizzontale e l’impedimento della fuga di capitali verso paradisi fiscali continentali.
Quanto all’ambito nazionale dove, come detto, la Schlein ha manifestato ancora una volta la necessità di mediare e concordare la misura con le altre forze del centrosinistra, va registrato un atteggiamento piuttosto freddo del più importante alleato, il Movimento 5 Stelle, che invece punta sulla tassazione degli extraprofitti per redistribuire le risorse a famiglie e imprese, concentrandosi principalmente sul settore energetico – anche in ambito europeo – e su quello bancario, quelli che negli ultimi anni hanno visto maggiormente crescere i loro profitti, grazie alla vertiginosa crescita dei prezzi dell’energia e degli utili delle banche grazie alle dinamiche dei tassi di interesse.
