Il ricordo di Piazza Tienanmen

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Il ricordo di Piazza Tienanmen

(articolo realizzato con il contributo dell’IA)

Piazza Tienanmen — il cui nome significa “Porta della Pace Celeste” — è la grande piazza nel centro di Pechino, separata dalla Città Proibita dall’omonima porta a nord. È considerata da molti il cuore simbolico della nazione cinese.Il monumento fu costruito nel 1417, gravemente danneggiato alla fine della dinastia Ming e ricostruito nel 1651 durante la dinastia Qing, assumendo il nome attuale.

Nel corso dei secoli è diventata teatro dei momenti più decisivi della storia cinese moderna: dalla proclamazione della Repubblica Popolare Cinese da parte di Mao Zedong, il 1° ottobre 1949, ai raduni di massa durante la Rivoluzione Culturale.Ma è il 1989 l’anno che ha consegnato questa piazza alla memoria del mondo intero, con la “primavera democratica” del 1989.

Le proteste iniziarono il 15 aprile 1989, dopo la morte di Hu Yaobang, ex capo del Partito Comunista e sostenitore delle riforme democratiche. Circa centomila studenti si riunirono per commemorarlo ed esprimere la loro insoddisfazione verso il governo di Pechino.Quella primavera vide un fermento sociale senza precedenti: studenti, intellettuali e operai scesero in piazza per chiedere riforme democratiche, libertà di espressione e la fine della corruzione dilagante. I movimenti si protrassero per settimane, attirando milioni di persone da tutto il paese.

Il 27 aprile, studenti provenienti da più di quaranta università marciarono su Tienanmen, seguiti da operai, intellettuali e funzionari pubblici.

Il massacro del 4 giugno

Il 4 giugno 1989 le truppe inviate per disperdere la folla aprirono il fuoco sui manifestanti inermi, causando un numero imprecisato di vittime, stimato tra poche centinaia e diverse migliaia. Si stima che circa 180.000 soldati e poliziotti armati arrivarono con carri armati e veicoli blindati sparando sulla folla mentre raggiungevano la piazza.Subito dopo la repressione militare, le autorità cinesi iniziarono a dare la caccia a chi aveva organizzato le proteste e a chi vi aveva preso parte. Decine di migliaia di persone vennero arrestate: molte furono torturate o condannate.

Il Tank Man

Un’immagine ha fatto il giro del mondo: il cosiddetto *Tank Man*, un individuo che si posizionò davanti a una colonna di carri armati in avanzata, bloccandone il passaggio. La sua identità non è mai stata accertata e il suo destino è tuttora sconosciuto, ma la sua figura è diventata un simbolo globale di resistenza e coraggio di fronte all’oppressione. La fotografia fu scattata da Jeff Widener, fotografo dell’Associated Press, da un balcone del Beijing Hotel il 5 giugno 1989.

Trentasette anni dopo, il regime cinese continua a censurare ogni riferimento a quei fatti. Oggi l’ingresso alla piazza è sorvegliato da poliziotti in uniforme e in borghese, e grandi lampioni ospitano telecamere di sorveglianza.

ph. Jeff Widener

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