UN SOLO COLPO, ALLA TEMPIA.Così venivano (e vengono) uccisi i bambini di Gaza. Per motivi di censura delle foto (non facili da guardare) fatte dai medici per “essere creduti” ho messo l’articolo qui: https://laviniamarchetti.substack.com/p/un-solo-colpo-alla-tempiaIn questi giorni ho rimesso a posto il mio materiale su Gaza, tanto, troppo, vorrei non averne e invece sono migliaia di articoli, notizie, libri, cose che non si potrebbero leggere in una vita intera. Mi sono soffermata, vuoi per deformazione professionale, vuoi per “vergogna”, su quel che dicono i “corpi” dei bambini di Gaza che, da noi, non si è occupato con serietà quasi nessuno. Esiste un insieme di prove cliniche e forensi, una mole davvero enorme di evidenze, che basterebbe da sola a chiudere la bocca ai “difensori di parole”, e in Italia giace pressoché intatto, mentre la discussione resta avvitata sul vocabolario. Sbattere in faccia a chi nega le parole dei medici che si sono avvicendati in questi anni a Gaza, le foto, metterli davanti a cosa (e chi) stanno proteggendo, di cosa (e con chi) sono complici. Questo articolo può sembrare rabbioso, ma non lo è. A ciascuno di loro, a chi nega, a chi protegge a chi è complice, risponde la stessa prova, la lastra di un medico tornato da Gaza, con il proiettile conficcato nel cranio di un bambino di quattro anni. Questo mio articolo, possibile grazie al coraggio di chi a Gaza c’è stato e ha provato ad aiutare un popolo schiacciato da un genocidio, nasce per posare quella lastra sul tavolo, e per chiedere conto a chi, potendo guardare, ha preferito discutere di lessico.Per quasi due anni i medici stranieri passati dagli ospedali di Gaza hanno annotato la stessa cosa, bambini di pochi anni colpiti da un singolo proiettile alla testa o al petto, il corpo per il resto intatto. Il quotidiano olandese De Volkskrant ne ha radunati centoquattordici, secondo il conteggio più prudente, e la maggioranza è morta. Mentre in Italia il dibattito si logora sulla liceità di pronunciare la parola genocidio, le sale operatorie di Gaza hanno prodotto la documentazione clinica che a quella parola dà sostanza.

