“Timeless”, la raccolta della musica senza tempo del genio di Minneapolis

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“Timeless”, la raccolta della musica senza tempo del genio di Minneapolis

Manuel M Buccarella

Il 28 agosto NPG Records / Legacy Recordings ha pubblicato “Timeless”, raccolta di inediti di Prince. Si tratta del quarantunesimo album in studio, secondo capitolo “postumo” dopo “Welcome 2 America”(2021).

L’album,presentato durante la Prince Celebration 2026 a Minneapolis (3-7 giugno), nel decimo anniversario della morte dell’artista, è una raccolta di dieci brani inediti pescati dal leggendario “Vault” di Paisley Park, ordinati cronologicamente per data di registrazione: si parte dal 1977, un anno prima del debutto con “For You”, per chiudere nel 2016, l’anno della morte.Il mix e il mastering sono firmati da Chris James, ingegnere che aveva già lavorato con Prince nel decennio 2010.

Il disco apre con “I Am You”, groove funk del 1977 registrato ai Sound 80 di Minneapolis quando Prince aveva diciannove anni, e prosegue attraverso momenti significativi della sua vault: “Tick Tick Bang” (qui nella versione del 1989, diversa da quella pubblicata poi su “Graffiti Bridge”), il gospel giocoso di “I Wonder”, “Heaven” — concepita come risposta e redenzione rispetto al B-side “Hello” — e “With This Tear”, brano scritto originariamente per Jevetta Steele e poi ceduto a Céline Dion, qui nella versione con Prince voce e piano.Il disco si chiude con una registrazione dal vivo di “How Come U Don’t Call Me Anymore”, eseguita durante il Piano & a Microphone Tour del 2016, l’ultimo della sua carriera.

Il lavoro non è particolarmente omogeneo sotto il profilo stilistico. Non si può dire sia esattamente un capolavoro, tuttavia si scorgono in più punti gli aspetti caratteristici della musica di Prince che ci sono sempre piaciuti: dai riff funky, in particolare nel pezzo di apertura, ai toni da ballad, cui pure l’artista ci aveva abituato, come nella bellissima “With This Tears”. Ci è piaciuta molto anche “How Come U Don’t Call Me Anymore”, il brano live conclusivo, altra strepitosa ballata, eseguita esclusivamente al pianoforte dal genio di Minneapolis, con un epico falsetto e la grande partecipazione del pubblico presente.

L’accoglienza riservata a questo disco è stata però tutt’altro che unanime. Se da un lato la stampa specializzata ha salutato con interesse l’ennesimo tuffo nel vault, autentica miniera ancora in gran parte inesplorata, dall’altro non sono mancate le riserve. Testate come Tracking Angle hanno criticato apertamente scelte di produzione e curatela, e a inizio settembre è esplosa una polemica — ripresa da Ultimate Classic Rock — su overdub non dichiarati aggiunti ai nastri originali, questione delicata per un artista il cui perfezionismo in studio è leggendario.Anche la critica più equilibrata, come quella di The Current, ha inquadrato “Timeless” come un disco “che avrebbe potuto usare più tempo”: non manca il fascino del materiale grezzo, ma la sensazione diffusa è quella di un mosaico costruito a posteriori piuttosto che di un’opera con una propria coerenza interna, cosa che invece contraddistingueva ogni pubblicazione approvata in vita da Prince.#

Va comunque rimarcato, in difesa di questa raccolta, che si tratta pur sempre di una compilation di inediti, esclusi dai lavori ufficiali di Prince.

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