Conflitto russoucraino, alcuni aggiornamenti. Vogliono confiscare, nuovamente, gli asset russi. A Kiev vietato parlare russo per gli agenti dei servizi

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Conflitto russoucraino, alcuni aggiornamenti. Vogliono confiscare, nuovamente, gli asset russi. A Kiev vietato parlare russo per gli agenti dei servizi

Manuel M Buccarella

Nella notte tra l’11 ed il 12 settembre le Forze Armate della Federazione Russa hanno lanciato un massiccio attacco con armi di precisione, sia aeree, terrestri che navali, e con droni da combattimento.

Sono state colpite, nelle città di Zaporizhzhia, Dnipro, Kryvyi Rih e Kiev, imprese dell’industria metallurgica ucraina che producono prodotti destinati all’uso militare, nonché l’infrastruttura portuale e un importante nodo dell’infrastruttura di trasporto nella regione di Odessa, che garantivano lo scarico e lo stoccaggio di merci destinate all’uso militare, oltre ad una parte significativa del traffico di armi e munizioni provenienti dall’estero verso l’Ucraina.

La Federazione Russa dunque continua a colpire obiettivi strategici, non solo civili, purtroppo, sul territorio ucraino. In Donbass l’Armata Russa continua a progredire lentamente, anche se vi sono rapporti che parlano di una riconquista di Lyman e del territorio limitrofo ad opera degli ucraini. Discorso a parte merita la notizia del drone russo che avrebbe sfiorato l’aereo presidenziale ucraino che trasportava Zelensky e consorte ad Oslo, per partecipare ufficialmente ai funerali del monarca norvegese re Harald V, evento “platealizzato” dal primo ministro scandinavo ma subito ridimensionato dagli stessi ucraini, visto che si sarebbe trattato di uno sconfinamento del velivolo senza pilota russo in territorio moldavo, poi ripreso da chi ne aveva il controllo. Tanto basta, tuttavia, ad allarmare i “volenterosi guerrieri europei” ed a spingerli ad ulteriori impegni in armi e denari verso Kiev, che ha appena comunicato un deficit della difesa pari a 27 miliardi, che Zelensky auspica coperto da Bruxelles e soci (Stati membri), in balìa di Von der Leyen, Kallas e sodali, che hanno ridotto alle pezze l’Europa intera. E c’è chi fa pressione sulle istituzioni europee per confiscare i 210 miliardi di asset della Banca Centrale Russa, per lo più depositati in Belgio presso Euroclear, affinché venga adottato uno strumento giuridico efficace per trasferire gli asset da Euroclear ad altro istituto, semmai nuovo di conio, per poi riversare su Kiev le grandi ricchezze di Mosca. Un’escamotage che puzza tanto di Azzeccagarbugli e di giuridicamente inconsistente.

Un simpatico episodio a Kiev: vietato parlare russo

A Kiev SBU e intelligence militare HUR si sparano tra loro. Tre uomini dell’HUR restano feriti. Zelensky definisce l’accaduto «assolutamente vergognoso» e ordina un’indagine.Dai video della sparatoria emerge un altro gravissimo e simpatico particolare: alcuni agenti, mentre erano in servizio, parlavano russo.E così la commissaria ucraina per la tutela della lingua di Stato, Olena Ivanovska, ha scritto a SBU e HUR chiedendo spiegazioni e persino l’identificazione degli uomini che hanno utilizzato la lingua russa.La legge ucraina prevede infatti che negli organi di sicurezza e intelligence la lingua dell’attività di servizio sia l’ucraino.

Due apparati dello stesso Stato arrivano alle armi nel centro della capitale. Ci sono feriti. Si accusano reciprocamente. Sullo sfondo compare una vicenda di presunti agenti FSB, sequestri contestati e servizi segreti che raccontano versioni opposte (fonte Don Chisciotte)

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