Luciano Graziuso
Più passa il tempo e più risulta evidente come stiano realmente le cose: dal giorno in cui Trump e Putin si sono messi in contatto diretto per la prima volta, assistiamo di continuo ad un concreto tentativo da parte loro di far cessare il conflitto in Ucraina, controbilanciato purtroppo da una altrettanto ferma volontà da parte dei leaders europei di farlo proseguire a tutti i costi: costoro infatti gettano di continuo benzina sul fuoco e cercano di sabotare la possibile pace in ogni modo.
Nonostante la natura umana inevitabilmente porti sempre a considerare la propria “parte” buona e la controparte “cattiva”, sempre più gente, di fronte a quello che sta avvenendo, non può fare a meno di mettere in discussione questo comodo modo di pensare e cerca di comprendere con le proprie capacità ciò che succede nel mondo, specialmente riguardo ai sanguinosi conflitti in corso.Analizzando nel dettaglio l’andamento dei negoziati, quanto detto finora risulterà estremamente più chiaro. Durante il primo giorno di trattative Trump ha chiesto a Putin di interrompere per 30 giorni gli attacchi alle infrastrutture energetiche ucraine, ricevendo una risposta positiva. I due presidenti hanno anche cercato in tutti i modi l’intesa per un cessate il fuoco di un mese: il leader russo era favorevole, a patto naturalmente che durante quei giorni si fosse smesso di fornire armi all’Ucraina, altrimenti si sarebbe trattato non di una misura per cercare la pace, ma soltanto di una strategia per prendere tempo. Trump si era dimostrato subito d’accordo e sembrava che quindi ci si stesse incanalando sui binari giusti per un armistizio, ma poi sul più bello, senza che nessuno li avesse interpellati direttamente, sono apparsi i soliti “personaggi” ormai tristemente noti, i quali sembrano purtroppo sempre più interessati a far scoppiare la terza guerra mondiale.
Ci hanno pensato subito Scholz e Macron a smorzare ogni timida speranza di pace, affermando a stretto giro di posta che Germania e Francia non avrebbero mai smesso di armare Zelensky, e poco dopo si è unito al coro anche Starmer. E’ intervenuta poi la Von der Leyen che, forse dimenticando chi sta vincendo la guerra e chi la sta perdendo, ha dichiarato che la Russia doveva accettare la tregua senza nessuna precondizione. Dulcis in fundo, in pieno contrasto con quanto era stato detto fino ad allora dai vari protagonisti e soprattutto facendo a pugni con la logica, ha parlato Zelensky, asserendo che “Putin non è pronto a porre fine alla guerra”. La qual cosa risulta già evidentemente falsa alla luce dei rapporti intercorsi fra Trump e Putin, dimostratisi molto fruttuosi, ma del tutto fuori luogo se ricordiamo che fu proprio il leader ucraino ad imporre, con un decreto dell’ottobre 2022, a se stesso e al suo Paese, il divieto di negoziare con il presidente russo…
Nonostante il tempo trascorso, ad oggi purtroppo non si sono ancora registrati significativi passi in avanti, fatta eccezione per il raggiungimento di un accordo che garantirebbe una navigazione sicura nel Mar Nero e l’impegno a non bombardare impianti energetici, in cambio dell’impegno da parte degli USA di far tornare sui mercati cereali e fertilizzanti russi. Per ciò che riguarda le impressioni dei diretti interessati, Trump si è dimostrato molto più ottimista, tanto da affermare che punta al raggiungimento di un accordo di tregua entro il 20 aprile prossimo. Molto più scettica invece la Russia che, tramite Peskov, ha lamentato un atteggiamento sempre più ostile da parte di UE e NATO, che non fa altro che complicare il raggiungimento della pace.
“L’Europa è un paradosso – ha dichiarato il portavoce di Putin – : invece di eliminare le cause del conflitto in Ucraina, le moltiplica. L’Europa dovrebbe essere sinceramente interessata alla pace, invece parla solo di guerra e prosegue la militarizzazione. Sta addirittura discutendo il potenziale dispiegamento di contingenti della Nato in Ucraina”.
Anche il portavoce di Trump, Witkoff, sembra aver compreso chi cerchi veramente la pace e chi no. Pure lui, infatti, ha criticato la posizione dell’UE, troppo aggressiva (in particolare per ciò che riguarda la strategia che prevede una forza internazionale in Ucraina), mentre invece ha speso buone parole per il leader russo: “Non è una cattiva persona, è molto intelligente”, bollando come assurda l’ipotesi, messa in circolo da vari politici europei, che voglia conquistare tutto il Vecchio Continente. Anche a noi sembra del tutto inverosimile: non capiamo, infatti, che giovamento potrebbe trarne la Russia, già in possesso di un vastissimo territorio e già impegnata in una guerra tremenda con l’Ucraina, ad indebolire le proprie forze alla ricerca di questa folle impresa; siamo più propensi a credere, invece, che tutto ciò rappresenti l’ennesimo tentativo da parte dei nostri governanti di ingannare più cittadini possibile, facendo credere che Putin sia un nemico pericoloso e giustificando così tutte le scellerate decisioni da loro prese finora, come quella di investire 800 miliardi di euro in armi… . In quest’ottica vanno lette le recenti dichiarazioni di Rutte, segretario generale della NATO: “La Russia è la minaccia più significativa per l’Alleanza Atlantica” e della Von Der Leyen che, dopo aver confermato che non smetterà mai di inviare armi a Kiev, ha detto: “Prepararsi alla guerra se si vuole evitarla”.
Purtroppo, non possiamo fare a meno di notare come UE e NATO stiano cercando in tutti i modi di entrare in un conflitto diretto con la Russia, abituando sempre più i cittadini all’idea che la guerra sia l’unica soluzione possibile.
