800 MILIARDI DI MOTIVI PER USCIRE DA UE E NATO MENTRE TRUMP E PUTIN CONTINUANO A CERCARE UN ACCORDO DI PACE, LA FOLLIA DEI LEADER DELL’UNIONE EUROPEA NON ACCENNA AD ARRESTARSI

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800 MILIARDI DI MOTIVI PER USCIRE DA UE E NATO MENTRE TRUMP E PUTIN CONTINUANO A CERCARE UN ACCORDO DI PACE, LA FOLLIA DEI LEADER DELL’UNIONE EUROPEA NON ACCENNA AD ARRESTARSI

Luciano Graziuso

Proseguono i contatti tra USA, Russia ed Ucraina con lo scopo di far cessare la guerra che dura ormai da più di tre anni.

Il presidente Trump ha portato Zelensky a più miti consigli e quest’ultimo, dopo l’arroganza e la ferma volontà di non far terminare il conflitto dimostrate nel primo incontro tenutosi in America, sembra aver finalmente preso contezza almeno in parte della tragica situazione in cui si trova il suo Paese e si è detto favorevole ad un cessate il fuoco di 30 giorni. Adesso la palla passa al presidente Putin, il cui consigliere Yuri Ushakov ha fatto sapere che si tratta di una “proposta di tregua affrettata”, che rispecchia solo gli interessi ucraini. In effetti il documento emerso dall’incontro fra l’esponente statunitense e il leader ucraino non offre nulla alla Russia e oggettivamente serve solo per dare all’Ucraina il tempo e la possibilità di riorganizzare le sue truppe dopo le gravi sconfitte che sta subendo sul fronte di guerra. Già da tempo, infatti, Mosca aveva esplicitato agli USA che per raggiungere un accordo non si poteva prescindere dal riconoscimento di tre condizioni di base per avviare colloqui di pace con la controparte: 1) La rinuncia perenne da parte di Kiev ad entrare nella NATO; 2) Nessuna presenza di truppe straniere in Ucraina dopo la guerra; 3) Il riconoscimento, a livello internazionale, della sovranità russa sulla Crimea e sulle 4 regioni conquistate nel Donbass. Quindi, al netto di qualche diversità di vedute sulla proposta dei 30 giorni di tregua, che dovranno essere inevitabilmente appianate tenendo conto anche degli interessi russi, non si può fare a meno di constatare come il presidente Trump, al contrario del suo predecessore, si stia effettivamente spendendo per la pacificazione nell’Europa dell’Est. Tutto l’opposto, insomma, di quanto stanno combinando la NATO e l’UE, sempre più decisi a trascinarci nella Terza Guerra Mondiale che, non ci stancheremo mai di dirlo, sarebbe molto probabilmente combattuta anche con l’utilizzo di armi nucleari, e in tal caso decreterebbe la fine del nostro continente, se non del Pianeta. Mentre USA e Russia cercano insistentemente la pace, infatti, la Commissione europea ha ben pensato di destinare 800 miliardi di euro per l’acquisto di armi, da finanziare con capitali che non sarebbero limitati dalle regole di bilancio. Oltre all’enorme rischio che questa decisione comporterà sulla nostra sicurezza, poiché inasprirà inevitabilmente i già vacillanti rapporti con Mosca, c’è da notare che l’Italia non ha assolutamente questi soldi e che quindi si parla di denaro cercato indebitandosi. Questo immane sperpero di fondi è stato accompagnato dalle deliranti dichiarazioni della Von der Leyen, la quale ha affermato che è necessario perché “La sicurezza dell’Europa è minacciata in modo serio”; ciò muove a un sorriso amaro se solo si pensa che la stessa persona, tre anni fa, dichiarò che “I militari russi stanno prendendo chip dai frigoriferi. L’industria russa è a pezzi”, per far credere ai poveri cittadini che il conflitto sarebbe durato pochissimo e che l’Ucraina avrebbe sicuramente vinto. Ma d’altronde non c’è da meravigliarsi, è ormai da tantissimo tempo che questi squallidi personaggi non perdono occasione di prendere in giro il proprio popolo, aiutati da un sistema dell’informazione sempre più corrotto che impedisce a tantissime persone di uscire dall’ignoranza e di rendersi conto di come stiano realmente le cose.

Sempre in quest’ottica vanno inquadrate le recenti dichiarazioni di Macron: “Non possiamo fare affidamento sugli accordi con la Russia, perché hanno violato gli accordi di Minsk”. Naturalmente trattasi di una bugia colossale, chi è ben informato sa che anzi fu l’Occidente a violarli; per far comprendere la verità a chi non lo è, riportiamo tre importanti dichiarazioni del 2022 che sconfessano il leader francese: “Gli accordi di Minsk furono un tentativo di dare all’Ucraina il tempo di rafforzarsi” (Angela Merkel) – “Dal 2014 l’Ucraina ha rafforzato la sua posizione militare. Questo è il merito degli accordi di Minsk” (Francois Holland) – “L’Occidente aveva bisogno degli accordi di Minsk per guadagnare almeno 4 anni e mezzo per formare l’esercito ucraino” (Pyotr Poroschenko, ex presidente ucraino…). Ma ovviamente in Francia, come in tanti stati membri dell’UE e negli USA, l’informazione è sempre più assoggettata al potere ed essendoci sempre meno giornalisti liberi, di conseguenza meno contraddittorio, purtroppo il Macron di turno ha sempre gioco facile nel far passare delle menzogne colossali come questa per verità.

Ma vediamo che succede nel nostro Paese: la premier Meloni, invece di dichiarare la nostra contrarietà alla folle misura bellicista a fronte della grave crisi economica e sociale che opprime ormai anche le classi medie e del non piccolo particolare che la nostra Costituzione ci impone la neutralità e la pace, vota a favore del Piano pensato dalla presidente della Commissione europea, calpestando la volontà degli italiani, dato che ormai quasi in 4 su 5 sono contrari al riarmo e, per gettare come sempre fumo negli occhi dei cittadini, propone di cambiarne il nome da “ReArm Europe” a “Defend Europe”. Obiettivo miseramente fallito, come qualunque altra cosa abbia fatto in questi anni di governo.

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