Il londinese Financial Times, il più importante quotidiano economico-finanziario al mondo, prende una posizione netta contro Israele in merito sul genocidio in corso nella Striscia di Gaza e sulla colpevole – il giornale la chiama “vergognosa” – inazione di Stati Uniti e paesi europei. Lo fa con un’analisi attribuita all’ Editorial Board, che esprime quindi la posizione ufficiale della testata, intitolato “The West’s shameful silence on Gaza”, il vergognoso silenzio dell’Occidente su Gaza.
“Da due mesi Israele blocca la consegna di tutti gli aiuti nella Striscia di Gaza, dove i tassi di malnutrizione infantile sono in aumento e gli allarmi sulla carestia si fanno sempre più forti. Dopo 19 mesi di conflitto che ha ucciso decine di migliaia di palestinesi e suscitato accuse di crimini di guerra contro Israele, Benjamin Netanyahu si prepara nuovamente a intensificare l’offensiva israeliana a Gaza (….). Questo sarebbe un disastro per 2,2 milioni di abitanti di Gaza che hanno già sopportato sofferenze inimmaginabili”, esordisce l’editoriale.
“Ogni nuova offensiva rende più difficile non sospettare che l’obiettivo finale della coalizione di estrema destra di Netanyahu sia quello di rendere Gaza inabitabile e cacciare i palestinesi dalla loro terra”, osserva il Financial Times. Poi l’affondo contro le capitali occidentali: “Eppure gli Stati Uniti e i paesi europei che dipingono Israele come un alleato che condivide i loro valori hanno pronunciato a malapena una parola di condanna. Dovrebbero vergognarsi del loro silenzio e smettere di permettere a Netanyahu di agire impunemente”.

