Luciano De Crescenzo, l’ingegnere filosofo

0comments 2.075 mins read
Luciano De Crescenzo, l’ingegnere filosofo

“Ognuno di noi ha la possibilità di reinventarsi. Certo, ci vuole un pizzico di fortuna, ma se a un certo punto ci rendiamo conto di non essere felici, dobbiamo fare di tutto per concedere a noi stessi una seconda possibilità.” (Luciano De Crescenzo).

Laureato in ingegneria idraulica, napoletano, Luciano De Crescenzo (Napoli, 18 agosto 1928 – Roma, 18 luglio 2019), lasciò un posto da dirigente in IBM Italia per fare ciò che gli piaceva, cioè occuparsi di filosofia. Era responsabile della Comunicazione della branch italiana della multinazionale. Era chiamato l’“ingegnere filosofo” , capace di rendere la filosofia amabile e accessibile a tutti.

Laureato in ingegneria idraulica presso l’Università Federico II di Napoli, fu allievo di Renato Caccioppoli e lavorò per IBM Italia fino al 1976 . Scoprì la sua vera passione grazie al successo di Così parlò Bellavista (1977), un bestseller nato quasi per gioco e venduto in oltre 600.000 copie, lanciato anche da Maurizio Costanzo.

Autore di circa 50 libri, vendette circa 18 milioni di copie nel mondo (con 7 milioni in Italia), tradotti in 19 lingue e diffusi in 25 paesi. Nei suoi saggi – tra cui Storia della filosofia greca – affrontava temi difficili con ironia, calore e chiarezza, facendo avvicinare il grande pubblico ai filosofi antichi e ai miti greci.

Debuttò al cinema nel 1980 come attore ne Il pap’occhio, diretto da Renzo Arbore accanto a Roberto Benigni. Diresse e interpretò Così parlò Bellavista (1984) e il sequel Il mistero di Bellavista (1985), seguiti da 32 dicembre (1988) e Croce e delizia (1995), quest’ultimo con Isabella Rossellini e Teo Teocoli.

Realizzò diversi programmi tv come Bit – Storie di computer (1984) e Zeus – Le gesta degli dei e degli eroi (1991), con l’obiettivo di spiegare il mondo antico e la cultura tecnologica in modo coinvolgente .

Nel 1994 Atene gli conferì la cittadinanza onoraria per il suo contributo alla divulgazione della filosofia greca . Negli ultimi anni soffrì di prosopagnosia, una condizione neurologica che gli impediva di riconoscere i volti familiari.

Napoli fu il suo centro pulsante: l’ha raccontata con profondità, a volte quasi come una componente dell’anima umana universale. Una delle sue frasi più citate:“Napoli possa essere ancora l’ultima speranza che resta alla razza umana” .

La sua definizione di “benpensante”

“Spesso mi sono chiesto se il «benpensante» è anche uno che pensa. n realtà non pensa affatto, anche perché, a forza di pensarla come la pensano gli altri, gli si è atrofizzato il cervello. Più che ambire al titolo di dottore, ognuno cerchi di guadagnarsi almeno quello di egregio [da ex gregis = fuori dal gregge] e di pensare con il proprio cervello”.

Hey, ciao 👋
Piacere di conoscerti.

Iscriviti per ricevere contenuti fantastici nella tua casella di posta, ogni mese.

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

Hey, ciao 👋
Piacere di conoscerti.

Iscriviti per ricevere contenuti fantastici nella tua casella di posta, ogni mese.

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.