ma.bu.
Prima di procedere a riportare parti del l’interessante articolo pubblicato ieri su Analisi Difesa dal suo direttore Gianandrea Gaiani, facciamo menzione alle recenti dichiarazioni di Sergey Lavrov, ministro degli esteri russo, che ha accusato esplicitamente l’intelligence dei paesi occidentali (europei Nato) di fornire la necessaria assistenza agli ucraini per colpire con precisione ed anche a grande distanza obiettivi strategici ed energetici russi, da ultimo anche in Crimea, con non poche conseguenze (stato di emergenza).
A tale quadro si aggiunge la recente minaccia di Volodomyr Zelensky alla Bielorussia, probabilmente concordata con i partner (uso un eufemismo) europei, la notizia, riportata da alcuni media di un’idea russa di provocazione nei Baltici per vedere che fa la Nato etc etc. A stretto giro parleremo delle preoccupazioni che emergono dall’ultimo G7 in Francia, ove pure Trump ha firmato una dichiarazione congiunta sulla questione geopolitica, che prevede un impegno finanziario e non solo degli States in favore dell’Ucraina, in uno a quello degli europei. Insomma, la guerra continua…
Ma ecco l’incipit dell’articolo di Gaiani
Da settimane è in atto una vasta campagna di disinformazione (l’ennesima) condotta dall’Ucraina e sostenuta dalla gran parte di politica e media in Europa, con l’obiettivo di enfatizzare gli attacchi dei droni ucraini contro obiettivi sul territorio russo celando quasi completamente la drammatica situazione creatasi in diverse aree dei 1.300 chilometri di fronte in territorio ucraino e in particolare nella “cintura delle fortezze” tenute dalle truppe di Kiev nella regione di Donetsk.
La situazione più grave per gli ucraini si registra a Kostyantynivka (per i russi Kostantinovka) dove i russi sono penetrati in maggio e che è ormai in buona parte sotto il controllo delle truppe di Mosca al netto di alcune sacche di resistenza ucraina disseminate in diverse zone dell’area urbana e in particolare nel centro-città, ormai completamente circondato dai russi.
L’importanza cruciale di Kostyantynivka per la stabilità dell’intero fronte di Donetsk appare evidente osservando la mappa: la sua caduta significherebbe l’effettiva apertura di uno spazio operativo diretto per l’avanzata delle Forze Armate russe verso Druzhkivka e Kramatorsk, più a nord.
La prima cittadina è già oggetto di pesanti bombardamenti con droni, artiglieria e bombe plananti lanciate dagli aerei russi: qui, secondo blogger ucraini, starebbero ripiegando i reparti di Kiev riusciti a ritirarsi dagli ultimi quartieri settentrionali di Kostyantynivka non ancora raggiunti dai russi. Alcune unità ucraine si erano precedentemente e gradualmente ritirate dalle zone centrali della città verso nord-ovest a causa della minaccia di essere accerchiate, ammettono analisti militari ucraini.Una ritirata “spontanea”, o forse decisa dai comandanti sul terreno per mettere in salvo compagnie e battaglioni ma non certo disposta dal quartier generale poiché, come è già accaduto molte volte in passato, il generale Oleksander Syrsky, alla testa delle forze armate, continua a ostinarsi a non ordinare la ritirata a nessun reparto né alle guarnigioni dell’Esercito Territoriale che presidiano città e villaggi.Una scelta che prolunga i tempi degli assedi russi ma sacrifica truppe, armi e mezzi svuotando l’esercito ucraino di militari addestrati che avrebbero potuto continuare a combattere difendendo linee più corte e posizioni più arretrate e meno svantaggiose.
Si tratta di una riedizione cella stessa strategia dottata dalla Germania durante la Seconda guerra mondiale per arginare la prima controffensiva a sovietica alle porte di Mosca, nell’inverno 1941/42 e poi dopo la sconfitta di Stalingrado e la grande battaglia di Kursk, nell’estate del 1943, che rappresentò l’ultimo atto offensivo dell’Asse sul Fronte Orientale.Per quasi due anni, fino alla caduta di Berlino, Adolf Hitler ordinò di difendere le città trasformandole in capisaldi presto accerchiati dalle truppe sovietiche e la cui resistenza ad oltranza era senza speranza, concludendosi con perdite spaventose tra i veterani e le truppe meglio addestrate e più esperte che venivano decimate e catturate. Perdite che, come oggi quelle ucraine, erano sempre meno facilmente rimpiazzabili per i tedeschi.
Le sorti della battaglia di Kostyantynivka sembravano segnate già da tempo, dopo che era apparso chiaro che la maggiore potenza di fuoco russa impediva agli ucraini di contrastare l’avanzata nemica in città e ai lati del centro urbano portando così i russi a potervi schierare droni e artiglieria con cui bersagliare i quartieri centrali con l’obiettivo di logorare i reparti ucraini sempre più deboli ma anche le vie logistiche che alimentano la difesa ucraina.
Come era già accaduto nella battaglia di Pokrovsk, le fonti ucraine tendono a evidenziare che vi sono sacche di resistenza nei settori meridionale e occidentale ma si tratta di forze rimaste isolate, destinate a soccombere o alla resa che non possono venire rifornite né evacuate.Come osservano alcuni blogger militari russi la mappa dell’attività dell’artiglieria russa e dalle posizioni degli impatti dei raid aerei, le forze ucraine sono state respinte fino alla periferia occidentale e settentrionale decretando il successo russo nella battaglia per la conquista di Kostyantynivka.La pressione già evidente del fuoco russo sulle linee nemiche a Druzkhivka e soprattutto l’avanzata russa a est e a ovest di Kostyantynivka potrebbe scoraggiare ogni tentativo di controffensiva ucraina come quella che nell’estate 2023 si infranse sulle nell’estate 2023 si infranse sulle postazioni russe intorno a Bakhmut che era appena caduta nelle mani dei combattenti del Gruppo Wagner.Questo e altri precedenti non permettono però di escludere la possibilità che gli ucraini gettino nella mischia tutte le forze disponibili per ritardare la caduta di Kostyantynivka , evento che minerebbe tutta la narrazione interpretata da Volodymyr Zelensky e dagli altri vertici ucraini incentrata sui successi di Kiev e tesa a strappare altri aiuti militari e finanziari agli europei.
In termini militari il generale Syrsky dovrebbe preoccuparsi di consolidare le difese meridionali di Druzkhivka facendo ripiegare gli ultimi reparti rimasti alla periferia di Kostyantynivka (anche tenendo conto del continuo depauperamento dei suoi reparti da combattimento, delle scorte e degli equipaggi di droni), ma già in passato Kiev ha preferito attuare scelte “politiche” scatenando controffensive tese solo a guadagnare tempo al prezzo di ampie perdite.Alcuni media russi stimavano nei giorni scorsi che le truppe di Mosca controllassero oltre l’80% di Kostyantynivka (percentuale salita al 90 per cento nelle ultime ore), tesi smentita da ucraini e dagli osservatori filo-Kiev come l’Institute for the Study of War (ISW), secondo cui le affermazioni russe sono esagerate e tese a mostrare avanzate maggiori di quelle reali.
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