Uno Stato votato alla guerra. Il “magro” bilancio dello Stato di Israele

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Uno Stato votato alla guerra. Il “magro” bilancio dello Stato di Israele

Alessandro Volpi

Uno Stato votato alla guerra. Il bilancio dello Stato di Israele è decisamente limitato, assommando in totale a 215 miliardi di dollari, paragonabile, per dimensione, a quello dell’Austria. Ha però una peculiarità evidente costituita dal fatto che le spese militari costituiscono la seconda voce di uscita, dopo l’enorme spesa per interessi, e ben prima della spesa sanitaria che è pari a circa a metà di quella militare. Dunque si tratta di un paese votato alla guerra, che, in questo momento, sta spendendo circa 750 milioni di dollari al giorno per finanziare l’attacco all’Iran. Ma il dato più impressionante è proprio l’insostenibilità di questa spesa, che, appunto, genera un enorme costo in tema di interessi sul debito.

Il deficit di bilancio oscilla fra il 6 e l’8% ma la gran parte della spesa militare è coperta dagli aiuti ordinari e straordinari americani, che sono vicini ai 30 miliardi di dollari l’anno, e dall’emissione dei war Bonds, comprati dalle grandi istituzioni finanziarie americane, con interessi però sempre più alti perché è evidente il rischio reale di insolvenza da parte di Israele che, peraltro, ha problemi anche sul versante energetico, dovendo importare il 70% del petrolio che utilizza e dipendendo molto da Azerbaigian e Kazakistan. Mi sembra chiaro, dunque, che abbiamo di fronte due realtà, Stati Uniti e Israele, impegnate in conflitti che stanno facendo esplodere il loro debito e che reggono ancora perché i grandi fondi finanziari continuano a comprare i loro titoli.

Forse non è un caso che Larry Fink, il ceo di BlackRock, nella sua lettera ai “suoi risparmiatori” di non preoccuparsi della casa ma di accettare un sempre maggior impegno verso il mercato finanziario, perché altrimenti l’esposizione di BlackRock verso debiti fallimentari non potrà essere compensata dalla bolla finanziaria.

P.s. nella catena di approvvigionamento dei carburanti per i jet israeliani, un ruolo importante hanno la raffineria Saras di Sarroch in Sardegna e quella Eni di Taranto.

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