Cuba. Arriva la Flotilla solidale: aiuti internazionali contro la crisi. Vasapollo: “È una risposta concreta all’assedio economico” (Rita Martufi e Salvatore Izzo – Faro di Roma)

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Cuba. Arriva la Flotilla solidale: aiuti internazionali contro la crisi. Vasapollo: “È una risposta concreta all’assedio economico” (Rita Martufi e Salvatore Izzo – Faro di Roma)

L’Avana accoglie la solidarietà internazionale mentre l’isola affronta una delle fasi più difficili degli ultimi decenni. È arrivata nel porto della capitale cubana la prima nave della Flotilla internazionale carica di aiuti umanitari: pannelli solari, biciclette, cibo e medicinali destinati a sostenere la popolazione colpita da una profonda crisi economica ed energetica. L’iniziativa è stata realizzata nell’ambito del convoglio “Our America Convoy to Cuba”, una carovana che ha portato sull’isola oltre 650 attivisti provenienti da 33 Paesi. A bordo della nave circa 30 persone, tra cui attivisti e rappresentanti di organizzazioni sociali e politiche internazionali, tra cui quattro italiani: il camallo genovese José Nivoi del Calp (Collettivo autonomo lavoratori portuali), già coinvolto nella missione per Gaza, Martina Steinwurzel, Umberto Cerutti e Paolo Tangari.L’arrivo è stato accompagnato da un clima di forte partecipazione popolare. Al porto dell’Avana si sono radunate delegazioni internazionali, organizzazioni politiche e istituzioni cubane, in un momento carico di significato politico oltre che umanitario.

Vasapollo ha accolto i compagni giunti via mare.

Tra i presenti anche l’economista ed editorialista di FarodiRoma, Luciano Vasapollo, che nella sua qualità di dirigente della Rete dei Comunisti ha sottolineato con forza il valore dell’iniziativa: “Quello a cui stiamo assistendo qui all’Avana è molto più di un semplice arrivo di aiuti: è la dimostrazione concreta che esiste un internazionalismo reale, capace di rispondere all’assedio economico con la solidarietà tra i popoli. La flotilla rappresenta una goccia nel mare dei bisogni, certo, ma è una goccia carica di significato politico enorme”.Secondo Vasapollo, la crisi che attraversa Cuba non può essere compresa senza considerare il peso delle sanzioni internazionali: “Parliamo di un blocco economico che dura da decenni e che negli ultimi anni si è ulteriormente inasprito. È una forma di guerra economica che colpisce direttamente la popolazione civile, limitando l’accesso a energia, medicinali e beni essenziali. In questo contesto, ogni gesto di solidarietà assume un valore strategico”.Negli ultimi mesi, infatti, Cuba ha dovuto fare i conti con blackout diffusi, carenze di carburante e difficoltà nei trasporti, aggravate dalla riduzione delle importazioni energetiche. Secondo le autorità cubane, il Paese produce appena il 40% del combustibile necessario al proprio fabbisogno.

“La mancanza di carburante – prosegue Vasapollo – non è solo un problema tecnico, ma un elemento che blocca interi settori produttivi, riduce l’orario di lavoro, limita i servizi essenziali. È un attacco sistemico all’economia e alla vita quotidiana delle persone”.

L’importanza della cooperazione internazionale e del sostegno politico

Nuestra America Flotilla, missione umanitaria organizzata contro il blocco energetico imposto dagli Stati Uniti, ha forzato il blocco navale con l’ammiraglia Maguro, un peschereccio ribattezzato “Granma 2.0”, insieme ai velieri della flottiglia, portando medicinali, alimenti, beni di prima necessità, ma anche generatori e pannelli solari per far fronte ai blackout che stanno colpendo l’isola e che stanno mettendo in discussione anche i servizi essenziali, incluso scuole e ospedali.

Si tratta solo di una parte delle oltre cinquanta tonnellate di aiuti inviate a Cuba nelle ultime settimane. Il convoglio ha raggiunto l’isola anche via aerea, con voli provenienti dall’Europa, dalla Colombia e da altri Paesi dell’America Latina. Nonostante le difficoltà, una delegazione è riuscita ad arrivare anche dagli Stati Uniti, seguendo un itinerario particolarmente complesso.Nel corso dell’assemblea organizzata al porto, alla presenza di rappresentanti dell’ICAP (Istituto Cubano di Amicizia tra i Popoli) e del Partito Comunista di Cuba, si è ribadita l’importanza della cooperazione internazionale e del sostegno politico oltre che materiale.

“Abbiamo vissuto – racconta ancora Vasapollo – un momento di grande emozione e unità. Le bandiere dei diversi Paesi, le organizzazioni presenti, i medici, i rappresentanti istituzionali: tutto questo dimostra che Cuba non è sola. La solidarietà non è solo aiuto materiale, ma costruzione di relazioni politiche e culturali durature”.Vasapollo ha anche lanciato un appello alla mobilitazione internazionale: “Dobbiamo rafforzare la solidarietà con Cuba, organizzare iniziative, raccolte fondi, mobilitazioni. È fondamentale costruire un fronte ampio contro il blocco e contro ogni forma di imperialismo. L’11 aprile sarà un momento importante in questa direzione”.Nel frattempo, dal governo cubano arrivano accuse agli Stati Uniti di esercitare pressioni sui Paesi dell’America Latina e dei Caraibi affinché interrompano i programmi di cooperazione sanitaria con l’isola. Una strategia che, secondo L’Avana, colpisce non solo Cuba ma anche le popolazioni più vulnerabili che beneficiano dell’assistenza medica cubana.

“La solidarietà internazionale – scandisce Vasapollo – è oggi la vera alternativa a un sistema che produce disuguaglianze e tenta di isolare chi costruisce modelli diversi. Cuba resiste, e lo fa con dignità. Il nostro compito è stare al suo fianco, rafforzando ogni giorno questa rete di sostegno”.

L’arrivo delle prossime navi della Flotilla nei prossimi giorni rappresenterà un ulteriore segnale di questa mobilitazione globale, mentre sull’isola continua la sfida quotidiana per garantire energia, servizi e diritti fondamentali alla popolazione.

La delegazione della Rete dei Comunisti è impegnata nelle ultime attività prima di rientrare in Italia

La missione a Cuba della rete Comunista si chiude intanto con un bilancio politico denso e con un appello forte alla mobilitazione internazionale, spiega Luciano Vasapollo, che sottolinea il valore degli incontri istituzionali e del lavoro svolto sull’isola, rilanciando al tempo stesso la necessità di rafforzare la solidarietà concreta con il popolo cubano.“Siamo contenti – afferma Vasapollo – che la rete di Comunista abbia svolto un ruolo di primaria importanza, di altissimo livello, in questi giorni”. Un percorso fatto di incontri, scambi e prospettive comuni: “abbiamo costruito interscambi e la possibilità di sviluppare progetti culturali e politici insieme, dove la solidarietà assume sempre più un connotato materiale, ma anche un grandissimo valore politico”.Il primo ringraziamento è rivolto alle istituzioni cubane che hanno accolto la delegazione: “ringraziamo il Comitato centrale, che ci ha ospitati come Comunisti, e l’ICAP, che ha dedicato tutto il suo tempo a noi”. Un riconoscimento che si estende anche agli incontri più recenti, tra cui quello con Mariela Castro e con diverse realtà istituzionali dell’isola, a conferma di un dialogo articolato e continuo.

Ma il viaggio non si chiude con una valutazione: si apre invece a una nuova fase di impegno. “Un appello a tutti: organizziamo bene la manifestazione dell’11 aprile a favore di Cuba e contro l’imperialismo”, prosegue Vasapollo, indicando una linea chiara di mobilitazione. Accanto alla piazza, la costruzione di una solidarietà concreta: “organizziamo la raccolta fondi, organizziamo il nostro percorso di sostegno, fino a tornare qui ad abbracciare tutti con il massimo spirito unitario”.Al centro resta la denuncia del blocco economico e della pressione internazionale sull’isola. “Oggi – conclude – deve prevalere in maniera assoluta la vicinanza a Cuba contro il criminale blocco degli Stati Uniti e contro l’aggressione che punta ad annientare questo processo rivoluzionario”. Una pressione che, secondo Vasapollo, non ha piegato il Paese: “Cuba resta forte nel partito, nel governo, ma soprattutto nella dignità e nella resistenza eroica del suo popolo”.

Rita Martufi e Salvatore Izzo

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