I due attivisti italiani Domenico Centrone e Leonarda (Dina) Alberizia sono in stato di arresto in Libia dal 24 maggio 2026. I due cittadini pugliesi fanno parte di un gruppo di 10 attivisti internazionali della carovana via terra della Global Sumud Flotilla (GSF), un convoglio umanitario partito a metà maggio dall’Algeria con l’obiettivo di portare aiuti e solidarietà a Gaza.
Gli attivisti si trovano a Bengasi, in una struttura controllata dall’Agenzia per la sicurezza interna della Libia orientale.Le forze affiliate al generale Khalifa Haftar contestano loro il reato di “ingresso illegale” per aver varcato un confine non autorizzato a cittadini stranieri.
Per protestare contro quella che i legali definiscono una “detenzione arbitraria”, i prigionieri hanno avviato uno sciopero della fame. Le autorità della Cirenaica continuano a prolungare la custodia cautelare, dilatando i tempi dei procedimenti giudiziari.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha confermato l’esistenza di un negoziato in corso con le autorità di Bengasi. Il console italiano Francesco Colombo ha potuto far visita ai connazionali, riscontrando condizioni di salute stabili. Diverse associazioni tra cui Amnesty International e le reti di attivisti locali hanno organizzato manifestazioni nelle piazze italiane (tra cui Roma e Bari) per chiedere l’immediata liberazione del convoglio.
I familiari dei due italiani continuano a fare pressione sul governo affinché la trattativa politica acceleri, denunciando i rischi legati a una detenzione prolungata in un contesto geopolitico instabile.

