PALESTINA: QUELLO CHE NON DICONO VENTISETTEMILA

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PALESTINA: QUELLO CHE NON DICONO VENTISETTEMILA

Alfredo Facchini

C’è una narrazione tossica che resiste a ogni smentita storica: quella dell’Israele buono, democratico, “che voleva la pace”, prima che il 7 ottobre 2023 cambiasse tutto. È una menzogna grottesca. Tutta occidentale. Comoda, rassicurante. Ma è una manipolazione. Perché prima del 7 ottobre, era già massacro, era già apartheid, era l’anticamera del genocidio.

I numeri non mentono. Dal 2008 fino al settembre 2023, secondo l’Ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento degli Affari Umanitari (OCHA), oltre 6.400 palestinesi sono stati uccisi dalle forze israeliane nei Territori Occupati da Israele. Migliaia di vite spente, eppure ignorate. Non esisteva, allora, alcun tunnel di Hamas da bombardare. Esistevano villaggi, strade, checkpoint, bambini, donne, uomini palestinesi.

Nel solo 2023, prima del 7 ottobre, 464 palestinesi sono stati uccisi nella Cisgiordania occupata, tra cui 109 bambini. È l’anno più letale per i palestinesi in quella regione da quando l’ONU tiene il conto, dal 2005. Ma nessuno si indignava. Nessuna prima pagina. Solo silenzio e la balla del “diritto alla sicurezza”.

La conta, però, comincia molto prima. Nel 1948, Israele si proclama Stato. Per i palestinesi è la Nakba, la catastrofe. In quell’atto coloniale di fondazione, 400 villaggi furono spazzati via, 15.000 palestinesi uccisi e oltre 750.000 cacciati dalle loro case. Facciamo un salto.

Poi arriva la Prima Intifada (1987-1993). Le immagini di ragazzini con le pietre contro i carri armati. Dietro quelle immagini: 1.087 palestinesi uccisi, tra cui 240 bambini.

Segue la Seconda Intifada (2000-2005), la più sanguinosa: 4.745 palestinesi uccisi dai terroristi di Tel Aviv.

Dal 2008 al 2023, il meccanismo si perfeziona: si bombarda preventivamente, si arrestano minorenni, si abbattono case “per deterrenza”.

Totale stimato dei palestinesi uccisi dal 1948 al 2023. Oltre 27.000 vite spezzate. Sono anche numeri in difetto. Comunque tutti verificabili. Andrebbero imparati a memoria per zittire i sionisti di casa nostra,

1948: (NAKBA) 15.000
1987–1993 (Prima Intifada): 1.087
2000–2005 (Seconda Intifada): 4.789
2008–2023: 6.407

Nessun 7 ottobre, nessun massacro di israeliani, nessuna scusa. La morte palestinese è stata sistematica, metodica, burocratizzata. In Occidente: invisibile.

Prima del 7 ottobre, non c’era pace. C’era occupazione. Non c’era coesistenza. C’era apartheid. Tutto non è cominciato nel 2023. È cominciato molto prima. E continua. Più criminale che mai. Non cediamo all’oblio. Non abbassiamo la guardia.

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