Droni ucraini a San Pietroburgo, ma chi sta vincendo la guerra?

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Droni ucraini a San Pietroburgo, ma chi sta vincendo la guerra?

Manuel M Buccarella

Droni ucraini hanno attaccato questa mattina San Pietroburgo. Gli obiettivi colpiti sono infrastrutture civili e lo stabilimento Wildberries locale. Tre feriti conteggiati al momento.La difesa aerea è in azione in città. Secondo il governatore della regione di Leningrado, Alexander Drozdenko, sono stati abbattuti finora 50 droni.Colpito anche lo stabilimento Aviatek di Kirov specializzato nella produzione di missili terra-aria guidati, missili bersaglio, sedili eiettabili e sistemi aeronautici.

L’Ucraina continua a colpire in profondità raffinerie, infrastrutture ma anche obiettivi civili. La sensazione è che Kiev stia vincendo la guerra o comunque stia tenendo fortemente testa all’impero russo, questo dicono i media mainstream. Ma è una semplice sensazione: sul campo nel Donbass le truppe russe continuano se pur lentamente ma inesorabilmente ad avanzare ed ulteriore obiettivo di conquista oramai non celato è il porto di Odessa. Gli ucraini per altro hanno “finito” gli uomini e gli alleati occidentali ben si guardano, almeno per ora, dal sacrificare propri uomini sul campo di battaglia – sarebbe impopolare – lasciando andare semmai propri mercenari o gratuiti martiri, salvo poi provocare o attendere l’incidente per fronteggiare direttamente l’ esercito russo. La Russia in linea di massima non ha gli stessi problemi in termini di “ciccia da cannone” e comunque sembra disporre ancora di strumenti e tecnologie adeguate. Gli affondi in profondità, quelli che il presidente Zelensky definisce le “nostre sanzioni a medio lungo raggio” sono una mossa disperata, concordata con la Nato, per cercare di ridurre gli approvvigionamenti all’economia ed alle truppe di Mosca, in evidente maggioranza. Le difficoltà ucraine, non solo quelle legate alla serpeggiante corruzione anche ad altissimi livelli, si manifestano, sul fronte della gestione bellica, nell’avvicendarsi nel tempo, di ben sette titolari del ministero della difesa. Degna di menzione la recente sostituzione del giovane neoministro Fedörov.

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