La voce della Resistenza taciuta: l’eredità di Ninì Cappello e il riscatto degli IMI

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La voce della Resistenza taciuta: l’eredità di Ninì Cappello e il riscatto degli IMI

Dal pod Spotify curato da Mario Calabrese – Ninì Cappello era un IMI, un Internato Militare Italiano. Nato a Lecce nel 1920, la sua vita è stata segnata da una scelta di dignità e coraggio che ha attraversato la storia d’Italia, rimanendo per oltre ottant’anni nell’ombra, come quella di tantissimi altri soldati.

Dall’8 settembre 1943 all’agosto del 1945, Cappello visse l’inferno dei campi di concentramento nazisti. La sua colpa? Aver detto NO. Cresciuto sotto il regime fascista, mentre frequentava il corso ufficiali durante il servizio di leva a soli 22 anni, rifiutò di aderire alla Repubblica Sociale Italiana di Mussolini. Scegliendo di non piegarsi al nazifascismo, alla guerra e alla violenza, divenne uno dei 650.000 soldati italiani fatti prigionieri da Hitler per aver scelto di resistere.

Il recupero della memoria

Per decenni la vicenda storica degli IMI è rimasta confinata ai margini del racconto collettivo sulla Resistenza. Soltanto negli anni ’90 Ninì Cappello decise di rompere il silenzio con la propria famiglia, decidendo di mettere a parte i propri cari di quella scelta radicale. Tra il 1993 e il 1995 la sua voce venne impressa su nastro per non andare mai più perduta.Oltre ai diari scritti durante la prigionia, è proprio quel documento sonoro a rappresentare oggi l’eredità più viva: un materiale d’archivio che per anni ha fatto il giro delle scuole salentine, fino a essere premiato dall’ANPI a Roma.

La storia degli Internati Militari ha finalmente trovato un riconoscimento istituzionale formale: il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha infatti istituito la Giornata della Memoria degli IMI, celebrata ogni anno il 20 settembre.

Un patrimonio per le nuove generazioni

Un contributo determinante per fare riemergere questa storia è arrivato dalla figlia Alessandra, che ha messo a disposizione e fornito tutti gli elementi storici, i diari e le registrazioni necessari alla ricostruzione della vicenda umana e militare del padre.Grazie a questo fondamentale lavoro di recupero dei materiali, unito alla sensibilità di Mario Calabresi e del team di Chora Media (con il lavoro di Graziano Nani e Francesca Berardi), la viva voce di Ninì Cappello è diventata un podcast, trasformandosi in patrimonio pubblico e accessibile a tutti.Il reperimento del suo fascicolo militare custodito presso l’Archivio di Stato, unito al lavoro condotto in collaborazione con l’ANEI (Associazione Nazionale Ex Internati), ha permesso di ricomporre un mosaico fondamentale per la storiografia del nostro Paese.In un’epoca che rischia di dimenticare, la testimonianza di Ninì Cappello non è soltanto la storia di un singolo uomo, ma il simbolo di un’intera generazione che, con il proprio silenzioso e fermo “no”, ha gettato le basi per la libertà e la democrazia di cui godiamo oggi.

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