Manuel M. Buccarella
“Non vi può essere vera libertà senza giustizia sociale, come non vi può essere vera giustizia sociale senza libertà.” (Sandro Pertini)
Il 25 settembre 1896 a Stella in provincia di Savona nasceva Sandro Pertini. Socialista giornalista e partigiano, fu eletto Presidente della Repubblica con ampio suffragio l’ 8 luglio 1978. Il suo ruolo nell’Italia della seconda guerra mondiale, della liberazione dal nazifascismo e della democrazia repubblicana fu fondamentale.
Fu il settimo presidente della Repubblica, dal 1978 al 1985, primo ed unico esponente del Psi. Rimane il Capo dello Stato più amato nella storia italiana.Pertini fece parte del comitato insurrezionale partigiano, un triumvirato composto oltre che da Sandro Pertini (socialisti), anche da Luigi Longo (comunisti) e Leo Valiani (Partito d’Azione),che dispose la condanna a morte di Benito Mussolini. Fu anche padre costituente e parlamentare, poi senatore a vita. Ricoprì per due legislature consecutive, dal 1968 al 1976, la carica di presidente della Camera dei deputati.
Ricordato come il “presidente più amato dagli italiani” o il “presidente degli italiani” avendo ricevuto l’82,3% dei voti, il più alto tra tutte le elezioni presidenziali della storia repubblicana.È rimasta alla storia la sua esultanza e la sua straordinaria partecipazione ai Mondiali di calcio del 1982, vinti dagli azzurri.
Nato, Stati Uniti ed Unione Sovietica
Sandro Pertini, nel discorso al Senato del 7 marzo 1949 in cui votò contro l’adesione dell’Italia alla Nato, esprime concetti di grande attualità.“Noi siamo contro il Patto Atlantico, prima di tutto perché questo Patto è uno strumento di guerra. […] Ma il nostro voto è ispirato anche ad un’altra ragione. Questo Patto Atlantico in funzione antisovietica varrà a dividere maggiormente l’Europa, scaverà sempre più profondo il solco che già separa questo nostro tormentato continente. […] Una Santa Alleanza in funzione antisovietica, un’associazione di nazioni, quindi, che porterà in sé le premesse di una nuova guerra e non le premesse di una pace sicura e duratura. Noi siamo contro questo Patto Atlantico dato che esso è in funzione antisovietica. Perché non dimentichiamo, infatti, come invece dimenticano i vostri padroni di oltre Oceano, quello che l’UnioneSovietica ha fatto durante l’ultima guerra. Essa è la Nazione che ha pagato il più alto prezzo di sangue. Senza il suo sforzo eroico le Potenze occidentali non sarebbero riuscite da sole a liberare l’Europa dalla dittatura nazifascista. […]E noi socialisti sentiamo che se domani per dannata ipotesi dovesse crollare l’Unione Sovietica sotto la prepotenza della nuova Santa Alleanza, con l’Unione Sovietica crollerebbe il movimento operaio e crolleremmo noi socialisti.[…]Parecchi di voi si rallegrarono quando videro piegata sotto la dittatura fascista la classe operaia italiana e costoro non compresero che, quando in una Nazione crolla la classe operaia, o tosto o tardi con la classe operaia, finisce per crollare la Nazione intera. […]Oggi noi abbiamo sentito gridare “Viva l’Italia” quando voi avete posto il problema dell’indipendenza della Patria. Ma non so quanti di coloro che oggi hanno
