Tassare i ricchi? La pistola alla tempia

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Sandor Kopacsi

Tassare i ricchi? La pistola alla tempia

Considerando che siamo nell’epoca in cui la concentrazione della ricchezza è la massima della storia, e un pugno di individui ha ammassato ricchezze pari a nazioni o interi continenti, ci si potrebbe domandare come mai i governi non li tassino. Gli straricchi sono quattro gatti, quindi sarebbero misure altamente popolari e politicamente vincenti.Questo però presuppone che in una democrazia moderna 1 vale 1, come dicevano i grillini delle origini. Nel mondo vero, invece, prevale un altro grillo, il Marchese, quello del “io sono io e voi non sete un…”. Non appena i governi, in modo anche minimale, osano buttare lì una proposta di tassare i ricchi, fanno una brutta fine.

Lo stiamo vedendo in questi giorni in Gran Bretagna, dove il moderatissimo ministro delle finanze Healey, ha osato adombrare una tassa sugli extraprofitti (suona familiare!).Immediatamente le grandi banche gli hanno spiegato come gira il fumo. Spiega il “Financial Times”: “I dirigenti delle banche internazionali hanno avvertito che dirotteranno gli investimenti fuori dal Regno Unito se verranno aumentate le tasse sul loro settore”. Il paese ha una situazione fiscale molto difficile, ma i banchieri non intendono certo contribuire. Un banchiere spiega al FT: “Penso che siamo già molto tassati…Andare oltre, a mio avviso, rappresenterebbe un punto di non ritorno e sarebbe molto rischioso per il governo”. Nemmeno Vito Corleone era così esplicito nel dare “consigli”.

Giustamente il FT osserva che Il governo vede le banche come “un bersaglio allettante a causa dell’aumento dei loro profitti”. Solo le prime quattro banche inglesi hanno fatto 13 miliardi di sterline di utili nella prima metà del 2026. Il capo dei sindacati Nowak ha detto che le banche possono permettersi di pagare tasse più elevate, anche data “la cifra record di 25 miliardi di sterline di bonus distribuiti lo scorso anno”. Il problema è che altrove pagano meno e gli altri governi sono ben felici di fargli degli sconti per attirarli. L’ha fatto anche l’Italia dopo la Brexit.

Le banche potrebbero pagare di più? Ovvio. Lo faranno? Assai improbabile. Il rapporto tra governi e banche assomiglia a quello tra l’autista ben pagato e il signore straricco seduto dietro nella sua macchina superlussuosa. È possibile che l’autista faccia di testa sua e cambi strada, ma finisce immediatamente licenziato.

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