Lavinia Marchetti
Per quanto riguarda le elezioni in Israele non ho grande interesse a seguirle per il solo motivo che non sposteranno di una virgola ciò che succederà al popolo palestinese.
Poco mi importa dei problemi interni di uno stato terrorista e genocida. Netanyahu non è odiato per il genocidio che ha commesso o per i 7 fronti di guerra aperti, anzi…è odiato per i processi di corruzione. Dall’altro lato abbiamo Eisenkot, uno che ha dedicato l’intera vita alle IDF, autore della tristemente nota Dottrina Dahiya, teorizzata nel 2006 durante la seconda guerra del Libano e che prevedeva, di fatto, tutto ciò che le IDF hanno poi applicato su larga scala a Gaza, ovvero l’uso della forza asimmetrica e sproporzionata. L’applicazione di una potenza di fuoco massiccia e deliberatamente sproporzionata nelle aree urbane da cui operano gruppi ostili. In una scuola potrebbe esserci Hamas? Bene distruggere tutto.
Insomma per questo e per mille altri motivi, per noi che guardiamo da fuori queste elezioni, che vinca l’uno o l’altro ai fini del genocidio palestinese non cambia niente. Quindi non posso che concordare con Masharawi.

