Bombe su Odessa e Mikolaiv in risposta all’attacco al ponte di Crimea
Dopo poco più di 24 ore dall’attacco sferrato dall’Ucraina con due droni probabilmente marittimi al ponte di Crimea (ponte di Kerch), che gli ucraini ritengono strategico anche militarmente, per il passaggio di forniture militari alle truppe russe, la promessa ritorsione russa non si è fatta attendere. Sono stati colpiti infatti due centri importanti come Odessa e Mikolaiv.
Ad Odessa sarebbero state colpite infrastrutture portuali utili, si dice, per fare partire anche le navi con il grano ucraino. La Russia, come noto, non ha voluto prorogare la scadenza dell’accordo per il passaggio del grano. Mosca ha accusato Kiev di utilizzare i canali marittimi per il passaggio del grano anche per il trasferimento di armi. La ritorsione russa rischia di provocare aumenti del costo della materia prima e dunque anche di pane e pasta. I russi hanno comunque garantito che forniranno l’Africa di grano gratuitamente, mentre Zelensky ha assicurato che l’Ucraina continuerà comunque ad esportare il suo grano.
Sul campo la Russia ad est dice di essere avanzata di circa un kilometro e mezzo. Nei pressi di Kupyansk l’Armata russa schiera 100mila uomini assistiti da artiglieria ed aerei da combattimento evoluti. L’Ucraina starebbe lentamente avanzando verso Bakhmut.
