Al Jazeera l’Italia con 50 Paesi ha continuato a fornire armi ad Israele anche dopo la sentenza della Corte di Giustizia ONU di gennaio 2024

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Al Jazeera l’Italia con 50 Paesi ha continuato a fornire armi ad Israele anche dopo la sentenza della Corte di Giustizia ONU di gennaio 2024

L’Italia si colloca al centro di un delicato cortocircuito politico e diplomatico nel quadro della complessa rete globale di forniture militari dirette a Israele, scrive oggi L’AntiDiolomatico.

Nonostante i severive ammonimenti della Corte Internazionale di Giustizia (CIG) e le rassicurazioni ufficiali di Roma circa una sospensione “temporanea” delle spedizioni belliche — scattata sulla scia delle decisioni della Francia di Macron — i dati doganali emersi dall’inchiesta di Al Jazeera aprono uno scenario differente.

Secondo i registri dell’Autorità fiscale israeliana (ITA), dopo l’annuncio dello stop formale l’Italia ha registrato ben 33 ulteriori spedizioni militari verso Tel Aviv, proseguite fino alla vigilia del cessate il fuoco dell’ottobre 2025 per un valore di 1,4 milioni di dollari. Un dato che porta il bilancio complessivo del supporto bellico italiano durante il conflitto a 6,6 milioni di dollari suddivisi in 98 carichi. Se da un lato il governo difende il proprio operato adducendo un approccio “particolarmente restrittivo” basato su un rigido sistema di controllo preventivo a doppio livello, dall’altro la presenza di forniture attive inserisce Roma nella lista delle 51 nazioni finite sotto la lente degli osservatori internazionali.

La difesa ufficiale si muove sul filo del rasoio giuridico: la revoca cautelare ha riguardato solo i materiali per munizioni navali da test, mentre le restanti licenze pre-esistenti sono rimaste intatte poiché ritenute inidonee all’uso contro i civili. Eppure, in un momento in cui le Nazioni Unite configurano il trasferimento di equipaggiamenti come una potenziale complicità in violazioni del diritto internazionale, la posizione italiana evidenzia lo scarto tra la retorica della distensione e la rigidità dei contratti industriali già in essere.Dunque, nonostante la sentenza provvisoria della Corte Internazionale di Giustizia (CIG) sulla prevenzione del genocidio a Gaza, il flusso globale di armamenti verso Tel Aviv non si è mai fermato. Un’estesa e dettagliata inchiesta di Al-Jazeera, pubblicata il 23 maggio, ha rivelato che prodotti di livello militare provenienti da almeno 51 Paesi e territori autonomi hanno continuato a entrare in Israele, bypassando di fatto i moniti del tribunale dell’Aia.

Nel gennaio 2024, la Corte delle Nazioni Unite aveva ordinato a Israele di adottare con urgenza tutte le misure necessarie per prevenire atti genocidari all’interno della Striscia. A quel punto, l’offensiva militare aveva già provocato la morte di oltre 26.000 palestinesi, in massima parte donne e bambini. Tuttavia, secondo quanto emerso dal rapporto di Al-Jazeera, i Paesi di tutto il mondo hanno continuato a fornire armi e assistenza militare all’esercito israeliano.

Invitiamo alla lettura integrale dell’articolo al seguente link

https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-inchiesta_al_jazeera_litalia_ha_continuato_a_inviare_armi_a_israele_dopo_lannuncio_del_blocco/45289_67095/

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