Venerdì 28 agosto, mentre si trovava a Santa Clara(Cuba) per un reportage per Il Fatto Quotidiano e TvLoft (“La polvere del mondo”), Alessandro Di Battista ha accusato un forte mal di testa seguito da un malore con perdita di conoscenza — secondo quanto emerso si ipotizza un ictus, ma la causa esatta resta ignota. Dopo essere stato ricoverato d’urgenza a Santa Clara, il fondatore dell’associazione Schierarsi ed ex deputato del Movimento 5 Stelle è stato trasferito all’ospedale Hermanos Ameijeiras dell’Avana dopo un viaggio di quattro ore in ambulanza, in una struttura più attrezzata. Dopo alcuni giorni di forte emicrania, Di Battista ha perso temporaneamente conoscenza ma poco dopo si è ripreso, conservando lucidità e rispondendo di quando in quando anche via social a chi gli chiedeva come stesse, manifestandogli vicinanza e solidarietà.
Il giornalista dovrebbe fare rientro in Italia giovedì 3 settembre, a bordo di un’aeroambulanza privata. Ha dunque rifiutato il volo di Stato offerto dal governo per il rimpatrio, in verità già offerto in passato ad almeno 60 cittadini privati in condizioni di salute gravi. Il costo del trasporto in Italia verrà coperto dalla polizza sanitaria sottoscritta a suo tempo da Di Battista. L’ex deputato ha così elegantemente dribblato le sterili e speciose polemiche dei suoi non pochi oppositori e leoni da tastiera, evidentemente schierati dall’altra parte, ma soprattutto stupidamente mediocri.
Intanto sono arrivati all’Avana la compagna Sahra Lahouasnia e un’équipe sanitaria del Policlinico Gemelli di Roma, con uno specialista di neurochirurgia e uno di rianimazione/terapia intensiva, che hanno affiancato i medici cubani, anche con dei macchinari.
Il governo italiano, tramite il ministro Tajani, sta garantendo assistenza; l’ambasciatrice a Cuba Simona De Martino si è recata in ospedale, e Palazzo Chigi ha reso disponibile un volo sanitario, come detto gentilmente declinato da Alessandro Di Battista.
L’associazione “Schierarsi”, fondata da Di Battista, ha invitato a non diffondere speculazioni non confermate dalla famiglia — quindi conviene prendere con cautela le ipotesi circolate (ictus, aneurisma) finché non arriva una diagnosi ufficiale.
