Da Don Chisciotte/ Bisogna riconoscere all’Europa una certa precisione.
Quando decide di costruire un muro, non lascia nemmeno uno spiffero.
La Germania ha imposto la chiusura della Russian House di Berlino.
Mosca ha risposto annunciando la revoca dell’autorizzazione al Goethe-Institut e la cessazione delle sue attività in Russiao.
Perfetto.
Una porta chiusa di qua.
Una porta chiusa di là.
La cultura, debitamente sistemata, può accomodarsi fuori.
Peccato che domani a Mosca apra un’altra porta.
E dietro ci saranno Picasso, Andy Warhol, Jean-Michel Basquiat, Roy Lichtenstein, Ilya Kabakov, Erik Bulatov e molti altri.
Al nuovo museo ZILART inaugura infatti The Peter and Irene Ludwig Gift, una grande esposizione che riunisce oltre cento opere legate alla straordinaria collezione costruita dai tedeschi Peter e Irene Ludwig.
Avete letto bene.
TEDESCHI.
Proprio mentre Berlino e Mosca riescono nell’impresa di chiudere reciprocamente i propri centri culturali, nella capitale russa si celebra l’eredità di due fra i più importanti collezionisti tedeschi del Novecento.
È quasi comico.
La politica lavora giorno e notte per convincerci che russi ed europei debbano vivere in due universi separati.
Poi arriva un quadro e rovina tutto.
Perché Picasso non chiede il visto ideologico.
Warhol non controlla il pacchetto delle sanzioni.
Basquiat non domanda al visitatore se sia sufficientemente allineato.
E un museo di Mosca può ancora dedicare le proprie sale all’eredità culturale di due tedeschi mentre Germania e Russia si chiudono reciprocamente gli istituti di cultura.
Naturalmente qualcuno spiegherà che sono due cose completamente diverse.
Ed è vero.
È proprio questo il punto.
La politica può chiudere un istituto con un decreto.
Può cancellare un programma.
Può interrompere una collaborazione.
Può perfino convincersi che isolare culturalmente un popolo sia una grande dimostrazione di civiltà.
Poi però restano i libri.
Restano i quadri.
Restano la musica, il teatro, la letteratura.
Restano le persone abbastanza curiose da voler conoscere ciò che vive dall’altra parte del muro.
E allora viene un dubbio piuttosto fastidioso:
se perfino nei momenti peggiori l’arte continua ad attraversare i confini, forse non è la cultura ad avere bisogno della politica.
È la politica ad avere disperatamente bisogno di un po’ di cultura.
FONTI
• ZILART Museum, programma ufficiale della mostra The Peter and Irene Ludwig Gift
• Ministero degli Esteri russo, comunicazione sulla cessazione delle attività del Goethe-Institut in Russia
• Fonti tedesche sulla chiusura della Russian House di Berlino

