Stefano Masson
Il presidente polacco ci fa sapere che parla pressoché quotidianamente con gli spiriti, specie con la buonanima di Pilsudski, il quale cortesemente gli palesa opinioni di geopolitica assortita e lo consiglia nelle scelte.
E credo che non sia sfuggito a nessuno come le forme narrative della “crisi dei droni” abbiano rapidissimamente assunto modalità, persino lessicali (ad esempio, l’ormai ubiquo e al contempo inconsistente “avvistamento sospetto”), che richiamano direttamente l’ondata di isteriche segnalazioni di UFO della “guerra fredda”. E questa piuttosto patente analogia pare non faccia problema ad alcun professionista liberale della politica e dell’informazione.
Con le movenze tipiche dei vichiani corsi e ricorsi storici, il politissimo, epistocratico liberalismo, apparentemente in diuturna lotta contro le masse di “analfabeti funzionali”, quando si avverte esternamente minacciato e minato internamente, ricorre con la più straordinaria disinvoltura all’irrazionalismo.
E dunque eccoci qui, nell’arco brevissimo di una manciata d’anni, in piena dismissione di Voltaire e Diderot, a prender lezione da Madame Blavatsky, dalle sette ufologiche raeliane e dal Mago d’Egitto.E sì, certo, il polacco Nawrocki è un esempio estremo, ma non nel senso dell’eccezionalità, bensì della sintomaticità.D’altronde, quando l’intera infosfera occidentale viene saturata di irrazionalistiche “paci giuste con armi sempre più potenti”, tribali decoupling culturali, razzistici suprematismi e allarmistici moniti a far attenzione a un onnipresente “nemico interno”, si può sperare seriamente che l’illuministico retaggio europeo possa reggere efficacemente la tensione?Ovviamente no, con vichiano ricorso, il campo delle idee e della cultura ne viene devastato in profondità. E dunque, con altrettanto vichiana vitalità ritrovata, torna prepotentemente d’attualità il Lukács che abbiamo meno amato, quello che abbiamo considerato troppo influenzato dallo scontro Est-Ovest: il Lukács della “Distruzione della ragione”.
E insomma, qualora non bastasse l’eloquente orrore di Gaza, di nuovo l’orologio del mondo batte la Mezzanotte.

