Luciano Graziuso
Ormai non fa più notizia: tra il 18 ed il 20 maggio scorsi l’IDF ha attaccato illecitamente le navi della Flotilla per la terza volta in meno di un anno, sequestrando tutti gli attivisti a bordo. L’unica “novità” è l’aumento esponenziale della ferocia e della crudeltà messe in atto da Israele rispetto ai primi due abbordaggi. Infatti, i nostri timori espressi nell’articolo riguardante l’assalto del mese scorso si sono purtroppo avverati. Netanyahu ha ricevuto forte e chiaro il messaggio indiretto di Italia e UE che di fatto, con la loro ignavia, gli avevano fatto comprendere che poteva fare ciò che voleva ed ha alzato il tiro: questa volta le navi sono state speronate e gli attivisti addirittura colpiti con proiettili di gomma.
Ben-Gvir ha addirittura rincarato la dose: il ministro della Sicurezza, nel porto di Ashdod, ha fatto inginocchiare ed ammanettare i “detenuti”, con le braccia dietro la schiena e li ha costretti ad ascoltare a tutto volume l’inno israeliano; il tutto mentre li insultava e li provocava e mentre i soldati dell’IDF malmenavano alcuni di essi. In seguito, gli attivisti sono stati portati in carcere, dove hanno subito torture e perfino abusi sessuali. Nemmeno donne e anziani sono stati risparmiati da tutto ciò.Semmai in futuro la condizione dei palestinesi dovesse migliorare, il merito di ciò sarebbe sicuramente di questi eroi coraggiosi che, pur sapendo di andare incontro a grandi pericoli, non si tirano indietro e mostrano a tutto il mondo di cosa è capace Israele.I nostri politici, al contrario, sono complici a tutti gli effetti del genocidio che sta avvenendo a Gaza ed hanno anche loro le mani sporche di sangue come lo stato sionista. Non dobbiamo, infatti, lasciarci ingannare da quelle parole un po’ più decise pronunciate da Meloni e Tajani nei confronti di Netanyahu, poiché esse sono a tutti gli effetti strumentali e mirano semplicemente a recuperare qualche voto in vista delle prossime elezioni, in un momento in cui tutti i sondaggi danno il centrodestra in palese calo. Il ministro degli Esteri in particolare, con la sua dichiarazione, ha dimostrato di ritenere i cittadini italiani degli smemorati, se non addirittura degli imbecilli, invocando sanzioni nei confronti di Israele, quando appena pochi giorni fa l’Italia ha, insieme alla Germania, opposto il veto proprio al varo di sanzioni contro quel Paese. Insomma, “verba volant”, come dicevano gli antichi romani: sono i fatti che contano, e l’esecutivo non ha mai smesso di sostenere politicamente, militarmente e diplomaticamente Netanyahu. Nonostante il fatto che gli attivisti della flotilla rischino la propria vita per compensare come possono l’ignavia e il servilismo dei politici italiani ed europei, esiste purtroppo una becera minoranza che si riversa sui social per scrivere cose orribili e disumane nei loro confronti. Infatti, incredibile ma vero, se ci imbattiamo nei post che affrontano l’argomento, in mezzo al mare di commenti positivi, talvolta ci tocca purtroppo leggere meschinità del tipo “Dovevano affondarli”, “Anno fatto benissimo, anzi poche gli e ne anno date”, “Gli dovevano seppellire vivi”, “State a casa invece di portare droga e preservativi! Magari li avessero usati i vostri padri…”, “Io gli lascerei lì in galera per 20 anni”, “Avevano solo di starsene a casa”, “Scansafatiche, andate ha lavorare”, “Spero che non tornano”, “Ne anno prese poche. In Italia ce molto da fare”. Su quest’ultima frase siamo completamente d’accordo, ma ovviamente nel senso contrario a quello pensato dall’autore del commento. Non si può non notare infatti che, oltre ad un’infinita spietatezza, questi commenti hanno tutti un’altra cosa in comune: trasudano un’ignoranza abissale (da qui la nostra scelta di riportarli tali e quali, senza correzioni). Sarebbe perciò necessario intervenire sull’istruzione, ma questo esecutivo ovviamente spinge nella direzione opposta, anche perché dalla mancanza di cultura trae giovamento, potendo contare sull’acritico accoglimento delle sue fandonie. I commenti di cui sopra rappresentano infatti il capolavoro della classe dominante che, aiutata dal sistema informativo asservito, è riuscita a far credere a queste persone che i loro nemici non sono coloro che stanno commettendo un genocidio (Israele) o coloro che, in Italia, li stanno affamando e abbrutendo, ma un popolo privato della propria terra e gli attivisti internazionali che tentano di aiutarlo riportando la civiltà in un mondo di barbarie.
