Manuel M Buccarella
Martedì a Parigi è andata in scena l’ultima puntata della sceneggiata dell’ennesimo vertice dei Volenterosi.
Stavolta però è «un fatto storico»: consiste nella riproposizione ma «robusta», cioè già apparecchiata con truppe, armi, schieramenti, forniture militari, allocazioni sul terreno, di una forza di interposizione franco-britannica, naturalmente «di pace», pronta ad intervenire sul terreno in Ucraina per vigilare «per terra, per mare e per cielo» sul rispetto della tregua. Ma quale tregua? I russi, almeno sino ad ora e quanto meno ufficialmente, non ci pensano per niente ad una tregua. La loro posizione è una pace duratura alle proprie condizioni con i quattro oblast riconosciuti a livello di diritto internazionale come appartenenti alla Federazione Russa, l’Ucraina neutrale e fuori dalla Nato eccetera.
Anche Merz ha annunciato che la Germania è pronta a mandare truppe «non in Ucraina, ma in un Paese Nato» confinante. Witkoff e Kushner assicurano il coinvolgimento Usa nel sistema di sicurezza per Kiev sotto attivazione dell’articolo 5 dell’Alleanza atlantica pur senza Kiev nella Nato. Insomma la Nato senza la Nato. Disponibile anche Erdogan per la Turchia. La Meloni ha ribadito che l’Italia non invierà soldati.
I Volenterosi ribadiscono che certo lo schieramento di truppe avverrebbe «solo dopo la tregua raggiunta» e lontano «dalla linea di separazione dei combattenti», e ovviamente per una «pace duratura».
La replica di Mosca, da sempre contraria al dispiegamento di truppe di paesi Nato, non si è fatta attendere. “Il dispiegamento di truppe e di strutture militari occidentali in Ucraina sarà considerato un intervento che rappresenta una minaccia per la sicurezza. Le unità e le strutture militari occidentali in Ucraina saranno considerate obiettivi militari legittimi”.Maria Zakharova ribadisce alla TASS la posizione di Mosca in seguito alla Dichiarazione di Parigi dei Volenterosi.

