Il fenomeno sempre più diffuso della diserzione in Ucraina

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Il fenomeno sempre più diffuso della diserzione in Ucraina

Dopo quattro anni di guerra ad alta intensità, la diserzione in campo ucraino si diffonde sempre più. Secondo l’ultima serie statistica dettagliata fornita dalla Procura generale ucraina, nel settembre 2025 risultavano registrati 202.650 procedimenti per assenza ingiustificata dal reparto e 50.029 per diserzione vera e propria dall’inizio dell’invasione su vasta scala, ma solo 12.448 dei primi e 670 dei secondi erano stati effettivamente trasmessi ai tribunali. Un procedimento aperto non equivale a una condanna, né necessariamente identifica una persona diversa da altre già coinvolte in altri fascicoli.Il trend, però, è inequivocabile. Nei primi dieci mesi del 2025 sono stati registrati 161.461 nuovi procedimenti per allontanamento ingiustificato, circa quattro volte il dato dello stesso periodo dell’anno precedente, con una media di circa 16.000 casi al mese. Nella prima metà del 2026 si è registrata un’ulteriore impennata di oltre 47.000 nuovi fascicoli, e secondo alcune stime i casi giudiziari di diserzione sarebbero aumentati dell’83,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

A gennaio 2026 il ministro della Difesa ucraino ha dichiarato circa 200.000 militari assenti senza permesso, a fronte di circa due milioni di persone ricercate in relazione alla mobilitazione — cifra quest’ultima che comprende soprattutto renitenti civili, non soldati fuggiti dal fronte.

Fuga dal fronte, non solo dalla leva

Il fenomeno va letto su più livelli. Da un lato l’esercito regolare: a fronte di circa un milione di effettivi complessivi, le truppe combattenti effettivamente operative sulla linea del fronte oscillano tra i 200.000 e i 400.000 soldati. Dall’altro la renitenza di massa: circa due milioni di uomini risultano attivamente ricercati per non essersi registrati alla leva o aver ignorato la cartolina, un numero che supera l’intero apparato militare formale. Ecco perché di fronte ad un nemico che dispone di una popolazione impiegabile quattro volte superiore a quella ucraina, si intensificano rastrellamenti con la forza di giovani in età di leva imbarcati dai reclutatori e sottratti alle proprie famiglie per mandarli al fronte a combattere. Frequenti i video che testimoniano le violenze dei reclutatori verso gli uomini e le proprie donne che vi si oppongono. L’Unione Europea, che ha tutto l’ interesse a continuare la guerra, si è detta disponibile a collaborare con Kiev per identificare e del caso mettere a disposizione uomini ucraini in età di leva rifugiatisi nei nostri paesi, o comunque a non accettare più ucraini non in regola con la leva.

Un fenomeno speculare, non solo ucraino.

Va segnalato, per completezza, che la diserzione non è un fenomeno esclusivamente ucraino: report dell’ISW e altre fonti documentano casi analoghi nelle forze armate russe, incluse defezioni di reparti interi, oltre alla fuga all’estero di giovani russi timorosi della coscrizione.

Le contromisure di Kiev

Di fronte all’entità del fenomeno, le autorità ucraine hanno adottato un ventaglio di misure. La legge sulla mobilitazione (aprile 2024).Il provvedimento approvato dalla Verkhovna Rada con 283 voti favorevoli su 450 ha abbassato l’età minima di leva da 27 a 25 anni, reso obbligatorio il porto del passaporto militare durante la legge marziale, imposto l’aggiornamento dei dati anagrafici entro due mesi (pena sanzioni e revoca della patente) e vincolato il rilascio di nuovi documenti di viaggio all’estero alla regolarità della posizione militare. Un emendamento ad hoc ha invece escluso — tra le proteste — la smobilitazione automatica dopo 36 mesi di servizio continuativo al fronte, misura che avrebbe alleggerito la pressione sui reparti più logorati.

L’amnistia per chi rientra volontariamente. Dal dicembre 2024 è in vigore una norma che consente ai militari assenti senza autorizzazione di rientrare in servizio — in un’unità diversa da quella abbandonata — senza conseguenze penali, con pieno ripristino di stipendio, equipaggiamento e tutele sociali, a condizione di presentarsi entro una scadenza fissata (inizialmente il 1° gennaio 2025, poi più volte prorogata). Migliaia di soldati ne hanno approfittato, segno sia dell’ampiezza del fenomeno sia della difficoltà delle procure a perseguire ogni singolo caso: secondo alcune fonti giudiziarie, nel biennio 2023-2024 solo il 7% dei fascicoli aperti è stato effettivamente istruito.

Arruolamento dei detenuti. Da maggio 2024 i condannati per reati non gravi, a cui restano meno di tre anni di pena, possono chiedere la conversione in servizio militare volontario, con libertà condizionale a fine guerra. Sono esclusi i condannati per omicidio, violenza sessuale, terrorismo, traffico di droga e corruzione.

Sul fronte opposto, Zelensky ha finora respinto le pressioni — anche statunitensi — per abbassare ulteriormente l’età di coscrizione obbligatoria a 18 anni, consapevole dell’impopolarità della misura in un Paese già segnato da anni di busification (i rastrellamenti di strada operati dai Centri territoriali di reclutamento, i TCC, spesso accusati di violenza e corruzione).

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