Abbiamo parlato ieri della rivoluzione ungherese del 1956 soffocata nel sangue dall’Unione Sovietica. Non abbiamo parlato del ruolo di Radio Free Europe (RFE), ampiamente documentato e analizzato sia dagli storici che dalle successive indagini ufficiali.
Radio Free Europe fu uno strumento di propaganda della CIA. Nel 1956 esortò gli ungheresi a continuare a combattere e li lasciò credere che l’aiuto occidentale fosse in arrivo. Non arrivò mai. Radio Free Europe fu creata, finanziata e supervisionata clandestinamente dalla CIA fin dalla sua fondazione alla fine degli anni ’40, attraverso il National Committee for a Free Europe. Questo legame rimase segreto al grande pubblico fino al 1967, e il finanziamento pubblico del Congresso statunitense iniziò ufficialmente nel 1971.
La stazione fu finanziata e supervisionata dalla CIA, e la sua missione era suscitare disordini dietro la Cortina di Ferro. Durante la rivolta ungherese, fornì consigli sulla guerra partigiana. Il 27 ottobre, un programma suggerì che l’aiuto straniero sarebbe seguito se i combattenti avessero istituito un comando militare centrale. Il 4 novembre, mentre i carri armati sovietici avanzavano su Budapest, un conduttore disse agli ascoltatori che un’espressione pratica di simpatia occidentale era attesa da un momento all’altro.
Durante i giorni drammatici della rivolta ungherese (ottobre-novembre 1956), la sezione ungherese di RFE trasmise messaggi che andarono oltre le direttive ufficiali di Washington. I conduttori, spesso esuli ungheresi mossi da una forte spinta emotiva e anticomunista, trasmisero forti incoraggiamenti alla resistenza armata e fornirono persino consigli tattici militari.
