Gilberto Trombetta
Nel silenzio più assoluto inglesi, olandesi, belgi e tedeschi si stanno comprando praticamente tutti gli immobili umbri e toscani.
Qualche anno fa si trattava soprattutto di casali rustici con annesso terreno – vigneti, uliveti – ora invece di appartamenti o intere palazzine storiche nei borghi o nelle cittadine. Buttate un occhio ai citofoni. Si stanno formando delle vere e proprie “enclaves” nordeuropee nei borghi medievali italiani.
Ci sono alcuni paesi in cui per le strade si parla praticamente solo olandese. Sperimentato di persona.
La Puglia, l’Abruzzo o la Sabina sono già sulla buona strada. Come l’Appennino centro-settentrionale.Ovviamente la questione è l’abissale divario del potere d’acquisto, il bisogno impellente di liquidità degli italiani, nonché la necessità di liberarsi alla svelta di case che ormai sono solo costose zavorre impossibili da mantenere.Si tratta perlopiù di case di famiglia messe sul mercato immediatamente dopo la scomparsa di nonni o genitori anziani; le case dei ricordi e dei legami cui la plebe rinuncia senza fiatare, senza la possibilità di fermarsi a riflettere sulle inquietanti implicazioni perché strangolata da una contingenza socio-politica ad essa integralmente e deliberatamente avversa.Contingenza che ha fatto emergere il sempre più diffuso abominio delle nude proprietà.Porre in saldo cose e persone con la sola clausola dell’attesa e l’ovvia ma sottaciuta speranza, tra i due contraenti, della repentina dipartita dell’inquilino.
Le pratiche sono veloci perché i nordeuropei non trattano i prezzi, non fanno “offerte”, acquistano quasi senza discutere e ciò li fa ovviamente preferire come acquirenti.Molti venditori specificano alle agenzie di optare per quel tipo di utenza, rapida, affidabilissima.Un’utenza affamata di colore locale e di quell’inesistente “italian way of life” che popola da sempre i sogni illusori e semplicistici del settentrionale.Una svolta che il nordico, il più delle volte (ma non sempre) decide di regalarsi raggiunta l’età dell’opulenta pensione.Un sogno emancipatorio da quello stesso ordine mercantilistico e utilitario col quale il settentrionale ha afflitto se stesso e l’intero pianeta.Questi acquirenti, poi, affidano le sovraprezzate ristrutturazioni a ditte locali che gli consegnano l’immobile in condizioni perfette e pronto per l’insediamento immediato, alimentando quello strombazzato vantaggio dell’indotto che, trasversalmente, la nostra politica ha posto come fonte elettiva di entrature per l’Italia.I ricchi spendono e da ciò si guadagnerebbe tutti.
Una legge della giungla gentile e inclusiva che contribuisce alla generalizzata cancellazione del Paese.
