Alessandro Volpi
La pericolosità delle narrazioni dominati. Il Festival dell’economia di Trento, organizzato dal “Sole 24” è davvero una delle espressioni più emblematiche della totale irresponsabilità delle classi dirigenti e di un servilismo quasi scurrile. Partiamo dal titolo: Dal mercato ai nuovi poteri. Bel titolo, peccato che di nuovi poteri non si sia parlato, o meglio i nuovi poteri stanno nella perfida Intelligenza Artificiale, raffigurata come un’entità astratta e senza padroni, un Leviatano indefinibile quanto potente, del tutto estraneo al capitalismo e anzi un suo pericoloso nemico, a cui bisognerebbe imporre “una morale”, meglio se molto cattolica, direi ecclesiastica. Naturalmente, nessun accenno ai fondi, ai grandi gestori, all’ipertrofia finanziaria, allo scandalo dei super profitti bancari e energetici, all’esplosione delle disuguaglianze. Il problema è dare un futuro ai “giovani” minacciati, appunto, dall’IA. Per legittimare questa farsa sono stati chiamati due premi Nobel per l’economia, solerti a celebrare l’innovazione “buona” e la distruzione “creativa” e due premi Nobel per la pace dal chiarissimo significato politico. Sui palchi si sono succeduti ben 20 membri del governo Meloni, la presidente del Parlamento europeo Roberta Metzola, Carlo Calenda, Matteo Renzi, omaggiato di una amichevolissima intervista del “sacerdote” di rito ortodosso Sebastiano Barisoni, e Elly Schlein, che non si capisce perché non poteva mancare. Ma la parte più significativa è stata quella “popolare” con la trasmissione la Zanzara di Giuseppe Cruciani e David Parenzo, due totali idioti assurti al ruolo di animatori del “vero popolo”, e con la presenza di Fedez, impegnato in una riflessione sui grandi temi economici. Naturalmente lo sponsor principale è stato Intesa San Paolo, con Enel, Angelini e Confcooperative. I nuovi poteri non sono stati citati ma hanno messo in piedi una formidabile compagnia di giro.
