La più grande spesa militare compiuta dal dopoguerra in Italia.

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La più grande spesa militare compiuta dal dopoguerra in Italia.

Alessandro Volpi

La più grande spesa militare compiuta dal dopoguerra in Italia.

In data 15 luglio 2026, il governo italiano ha formalizzato la prenotazione di 14,9 miliardi di euro destinati al piano straordinario di riarmo e potenziamento della difesa nazionale, segnando il culmine di una complessa manovra finanziaria avviata nel biennio precedente. Questa cifra imponente, originariamente accantonata attraverso la rimodulazione dei fondi europei della politica di coesione – che dunque sono stati ridotti – e del meccanismo SAFE, è stata definitivamente vincolata all’acquisizione di sistemi d’arma avanzati e alla modernizzazione tecnologica delle forze armate.

Il decreto di allocazione, firmato il 18 luglio 2026, stabilisce che 7,2 miliardi di euro siano impiegati per l’acquisto di 132 carri armati Leopard 2A8 – prodotti da Rheinmetall a La Spezia – con una tabella di marcia che prevede la consegna dei primi esemplari entro il 20 marzo 2027. Altri 4,5 miliardi di euro sono stati prenotati per il programma di difesa aerea integrata, con particolare riferimento ai sistemi missilistici SAMP/T NG, i cui contratti di fornitura sono stati ratificati il 22 luglio 2026 per garantire la copertura dei siti sensibili nazionali a partire dal 1° gennaio 2027. La restante quota di 3,2 miliardi di euro della prenotazione SAFE è stata indirizzata al settore aerospaziale per lo sviluppo del caccia di sesta generazione GCAP, con un impegno di spesa che copre il triennio 2026-2028.

Questa operazione finanziaria permette all’Italia di allineare la propria spesa militare al 2% del PIL entro il termine perentorio del 31 dicembre 2028, rispettando gli impegni assunti in sede NATO durante il vertice del 10 luglio 2026. In seguito alla notifica ufficiale inviata a Bruxelles il 24 luglio 2026, l’Italia ha ottenuto il riconoscimento di questi investimenti come fattori rilevanti per lo scomputo dal deficit strutturale, per tutto l’esercizio finanziario 2026. In questo senso, con l’adesione a Safe, il governo Meloni “libera” uno spazio non vincolato dal patto di stabilità da quasi 15 miliardi, che userà per escludere dal computo quantomeno il rinnovo del taglio del cuneo fiscale.

In altre parole, per questa folle Unione Europea, bisogna armarsi per potere spendere.Ma il dato più rilevante, come accennato è costituito dal fatto che la prenotazione dei 14,9 miliardi rappresenta il più grande stanziamento singolo per la difesa nella storia della Repubblica, consolidando 25 programmi pluriennali di armamento che vedranno la loro piena operatività entro il 29 luglio 2030.Il piano di ammortamento per il debito relativo alla manovra da 14,9 miliardi di euro avrà inizio ufficialmente il 1° luglio 2028, al termine di un periodo di pre-ammortamento di 24 mesi stabilito per allineare i rimborsi alla crescita economica prevista. L’interesse medio applicato ai titoli di Stato emessi per coprire questa operazione è del 3,85% annuo, un tasso fissato in base alle rilevazioni di mercato del 15 luglio 2026. Il costo totale dell’operazione, calcolato su un orizzonte temporale di 20 anni con scadenza definitiva al 30 giugno 2048, ammonterà a complessivi 23,2 miliardi di euro, suddivisi in 14,9 miliardi di quota capitale e 8,3 miliardi di interessi cumulati.Dunque la collettività italiana pagherà oltre 8 miliardi di interessi per procedere ad un riarmo, il cui ritorno economico, secondo le stime stesse dell’Unione, sarà pari solo al 60% dell’investimento fatto. Su questo esiste il campo largo??La segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, intervenendo il 19 luglio 2026, ha espresso una posizione critica sulle priorità del governo, pur non negando gli impegni internazionali, chiedendo che almeno il 50% dello spazio fiscale liberato dai vincoli europei venga vincolato a investimenti nella transizione ecologica e nel welfare. Cosa significa? Parere favorevole al riarmo di Safe ma, nel gioco contabile, lasciamo uno spazio alle spese per il welfare. In sintesi ci riarmiamo per mantenere un pezzettino di Stato sociale?

Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, il 18 luglio 2026 ha duramente contestato la manovra definendola un furto sociale che sottrae 14,9 miliardi a sanità e istruzione per destinarli a strumenti di morte, preannunciando una mozione di sfiducia entro il 30 settembre 2026.Ripeto, su questo esiste il campo largo?? Ah no, dicono i saggi, il Campo largo è solo un’operazione elettorale per battere le Destre.

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