Lorenzo Tosa
Il Veneto ha appena scritto un pezzo di Storia della sua regione e del Paese.Il Consiglio regionale ha appena approvato la prima, storica, legge sul Fine vita e sul suicidio medicalmente assistito.Ci sono voluti i voti della destra trainata dal Presidente del Consiglio regionale Luca Zaia e del centrosinistra, uniti per una battaglia di pura civiltà.
È la prima, storica, volta che una simile legge viene approvata in una regione governata dalla destra.È la dimostrazione che, nell’Italia di Meloni e Vannacci, può esistere – a fatica – anche una destra liberale, moderna, coraggiosa, incarnata da quest’uomo qui, capace di mettere la dignità delle persone e la libertà di scelta davanti a ogni steccato e recinto politico.
Da anni Zaia si batte in direzione ostinata e contraria nel suo partito per questa legge, bocciata una prima volta nel 2024 per un solo voto e oggi finalmente realtà.
“Oggi il Parlamento dei Veneti ha scelto di non voltarsi dall’altra parte e di dare una risposta concreta a persone che vivono condizioni di sofferenza estrema. Personalmente sono orgoglioso di una politica regionale che, su un tema così delicato, ha saputo mostrare il volto migliore delle istituzioni: ascoltare, approfondire, confrontarsi con serietà e, infine, assumersi fino in fondo la responsabilità di decidere e di indicare una strada” sono le prime parole di Zaia.
Sarebbe stato impossibile ottenere questo risultato senza i voti dell’opposizione, in un’alleanza trasversale in favore di una battaglia che non è o non dovrebbe essere né di destra né di sinistra.Ma semplicemente GIUSTA.
Quando la politica riesce a far questo sa essere veramente una cosa bella.

