Il 9 ottobre 1982, alle 11:55 del mattino, un commando terroristico palestinese legato al gruppo di Abu Nidal attaccò la Sinagoga centrale di Roma, lanciando bombe a mano e sparando raffiche di mitra contro i fedeli che stavano uscendo dall’edificio dopo la preghiera.
L’attacco avvenne durante lo Shabbat e la festa di Sheminì Atzeret, un momento di celebrazione per la comunitĂ ebraica romana. Il bilancio fu tragico: morì Stefano Gaj TachĂ©, un bambino di soli due anni, e rimasero ferite circa 40 persone, tra cui il fratello di Stefano, Gadiel, che aveva 4 anni.
Questo attentato rappresentò uno dei momenti piĂą drammatici per la comunitĂ ebraica italiana del dopoguerra, portando il terrorismo internazionale legato al conflitto mediorientale nel cuore della capitale italiana. L’evento scosse profondamente l’opinione pubblica e le istituzioni, lasciando una ferita ancora oggi commemorata ogni anno dalla comunitĂ ebraica di Roma.
Recentemente, nel settembre 2025, è stato arrestato in Cisgiordania Hicham Harb, considerato uno degli ideatori dell’attentato, a oltre quarant’anni dai fatti.
