Il mondo nel 2025 conta oltre 100 conflitti armati, secondo i dati dell’Uppsala Conflict Data Program. Alcuni sono internazionali, altri interni ma con implicazioni globali. Oltre a Ucraina e Gaza, sono attivi conflitti in Yemen, Siria, Etiopia, Somalia, Sudan, Myanmar, Afghanistan, Haiti, Repubblica Democratica del Congo, Burkina Faso, Mali, Niger e Sudan del Sud. Molti di questi conflitti sono classificati come guerre civili o insurrezioni armate, spesso alimentate da crisi economiche, violazioni dei diritti umani e disuguaglianze storiche.
Si tratta del più alto numero di conflitti dal Secondo Dopoguerra. Papa Francesco non a caso parlava di “Terza guerra mondiale a pezzi”.
Le guerre più note e coperte dai media sono ovviamente quella di Gaza, ove è più corretto parlare di genocidio, ed il conflitto russo-ucraino. Poi ci sono le “guerre dimenticate”, scarsamente o assai poco coperte dai media (anche perché oscurate dagli altri due conflitti) come il conflitto in Siria, la situazione in Sudan e Sudan del Sud, e le instabilità nel Sahel.
Molte di queste guerre, soprattutto in Africa, come detto sono poco coperte dai media, nonostante le gravi crisi umanitarie che generano.
Nello Yemen, che pure essendo in Asia ha un conflitto legato al Corno d’Africa, la guerra dal 2015 ha causato una delle peggiori crisi umanitarie del mondo: 18 milioni di persone hanno bisogno di aiuto, di cui 11 milioni sono bambini. In RDC, gli scontri tra esercito e gruppi armati continuano a causare sfollamenti di massa e insicurezza alimentare. Anche l’Etiopia, con la guerra nel Tigray e le tensioni in Oromia e Amhara, resta instabile. Il conflitto etiope da solo ha provocato oltre 100.000 morti ha causato una delle peggiori crisi umanitarie del mondo: 18 milioni di persone hanno bisogno di aiuto, di cui 11 milioni sono bambini.
In RDC, gli scontri tra esercito e gruppi armati continuano a causare sfollamenti di massa e insicurezza alimentare. Anche l’Etiopia, con la guerra nel Tigray e le tensioni in Oromia e Amhara, resta instabile. Il conflitto etiope da solo ha provocato oltre 100.000 morti
Principali conflitti attivi
Medio Oriente: Il conflitto tra Israele e Palestina continua a causare vittime civili, mentre sono attivi conflitti in Siria, Yemen e Iraq.
Ucraina: La guerra iniziata nel 2022 continua a devastare il paese, con un elevato numero di sfollati.
Africa: L’Africa è una delle zone più colpite dai conflitti, con guerre attive in Sudan, Etiopia, Somalia, Repubblica Democratica del Congo e Sahel.
Myanmar: Una guerra civile persiste, creando persecuzioni e instabilità.
Messico: La guerra contro i cartelli della droga continua a terrorizzare la popolazione e a colpire le istituzioni.
Altre situazioni di conflitto
Haiti è coinvolta in una grave situazione di instabilità.
Afghanistan: La guerra che coinvolge i Talebani continua a causare vittime.
fonte: Oxfam Italia

