“L’Ucraina dovrebbe accettare un accordo sfavorevole per porre fine al conflitto piuttosto che proseguirlo”, afferma Yulia Mendel, ex portavoce del presidente ucraino Zelensky. “L’Ucraina si trova in una situazione in cui l’unica vittoria in cui valga la pena credere richiede di accettare una pace negativa, anziché continuare o intensificare una guerra terribile”, sostiene la Mendel. A suo avviso, la rotta intrapresa dall’attuale leadership di Kiev sta conducendo il Paese verso il peggior esito possibile.
Yulia Mendel (Iuliia Volodymyrivna Mendel) è una giornalista e scrittrice ucraina, nota a livello internazionale per essere stata la portavoce e capoufficio stampa del presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy da giugno 2019 a luglio 2021. 40 anni, la Mendel vanta una solida carriera giornalistica precedente alla politica, avendo collaborato con importanti testate internazionali come il New York Times, Politico Europe e lo Spiegel Online. Nel 2019 ha vinto una selezione pubblica tra circa 4.000 candidati, diventando la prima portavoce ufficiale dell’amministrazione Zelenskyy. Dopo essersi dimessa dall’incarico nel luglio 2021, ha inizialmente mantenuto una linea di forte sostegno al presidente, pubblicando nel 2022 il libro di memorie The Fight of Our Lives, in cui elogiava la leadership di Zelenskyy durante le prime fasi dell’invasione russa. La giornalista, che attualmente risiede negli Stati Uniti per sfuggire alla persecuzione proprio del regime di Zelensky, ha progressivamente cambiato la propria posizione politica, diventando una voce fortemente critica nei confronti del governo di Kiev. A maggio 2026 ha rilasciato una controversa intervista di oltre un’ora al conduttore statunitense Tucker Carlson, ove ha accusato l’amministrazione Zelenskyy di aver assunto derive autocratiche, descritto il presidente come un ostacolo alla pace e criticato duramente la gestione della mobilitazione militare e la corruzione interna. A seguito di queste dichiarazioni, ritenute da Kiev parte della propaganda e della disinformazione russa, il 13 settembre il presidente Zelenskyy ha firmato un decreto che impone sanzioni personali decennali contro Mendel. Tali misure includono il congelamento dei beni, la revoca delle onorificenze statali e il blocco totale dell’accesso ai suoi canali social (Instagram, X e Facebook) sul territorio ucraino. La Mendel ha denunciato la decisione definendola un atto di censura politica e affermando sul quotidiano Editoriale Domani che “la pace non può diventare un’opinione proibita”. Pochi giorni dopo, a metà settembre 2026, le è stato inoltre negato l’accesso a un dibattito presso il Parlamento Europeo per motivi di sicurezza.

