Alessandro Volpi
Ma cosa hanno in testa?
La Commissione europea, nella sua terrorizzata postura bellica, ha previsto nell’ambito di Rearm Europe il programma di prestiti Safe del valore totale di 150 miliardi di euro. In cosa consiste? Nella possibilità per i singoli paesi europei di chiedere tali prestiti per riarmarsi a condizioni assai vantaggiose: i prestiti hanno scadenza lunghissima fino a 45 anni, hanno un preammortamento di 10 anni, per cui non è prevista una prima rata fino alla scadenza del decennio, e hanno un tasso di interesse intorno al 3,5%.
Si tratta di una condizione di favore che vale solo ed esclusivamente per il riarmo; peraltro un simile debito contratto dagli Stati non viene conteggiato nei limiti del Patto di Stabilità. Siamo in guerra e dobbiamo armarci; il messaggio europeo è chiaro. Il governo italiano, insieme a quello polacco, si sono precipitati a opzionare tali prestiti; nel caso del governo Meloni per ben 14,5 miliardi di euro, con la spesa annua di interessi di circa 450 milioni. Siamo o non siamo la prima linea dell’ “Occidente”, per quanto Trump si lamenti… In realtà, poi, il baldanzoso governo Meloni, Giorgetti, Crosetto ha dovuto fare marcia indietro. I conti pubblici non tornano e 14,5 miliardi sono troppi. Quindi, dietrofront, con un impegno “ridotto” a 5 miliardi. Anche perché Leonardo ha fatto sapere di non essere in grado di produrre per 14,5 miliardi in tempi brevi, entro il 2030.
Davvero una brutta storia. La Commissione europea istiga al riarmo mentre mantiene i vincoli del Patto per ogni altra spesa pubblica e la Bce alza i tassi che rendono il debito ancora più costoso. L’Italia di Giorgia Meloni si mostra zelante nel seguire il dettato von der Leyen, come del resto dimostrano i 5 miliardi di euro accantonati a bilancio come garanzia del prestito all’Ucraina, salvo poi accorgersi dell’insostenibilità finanziaria di una così marcata vena bellicista. In estrema sintesi perché siamo un paese “bellicoso” che difende l’Occidente paghiamo l’energia cifre stellari, finanziamo la bolla statunitense con i risparmi degli italiani, pratichiamo un riarmo che destabilizza il bilancio pubblico, gravato da una costante incertezza, e in nome del credo “liberale”, caro all’Occidente, non infastidiamo i super ricchi con inutili ipotesi di aggravio fiscale.
Solo Belpietro può intervistare Giorgia Meloni nel giorno della “Verità”. In tutti i sensi.
