MANIFESTAZIONI IN TUTTA ITALIA: TANTE CATEGORIE COINVOLTE. CHI SONO I VERI VIOLENTI?(SECONDA PARTE)

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MANIFESTAZIONI IN TUTTA ITALIA: TANTE CATEGORIE COINVOLTE. CHI SONO I VERI VIOLENTI?(SECONDA PARTE)

Luciano Graziuso

LE MISURE ATTUATE DAL GOVERNO IN QUESTI GIORNI

I cittadini che si aspettavano, da parte dell’esecutivo, una presa di coscienza degli errori commessi e soprattutto uno sforzo per porvi rimedio e per migliorare la condizione delle fasce più deboli della società sono rimasti estremamente delusi. Le risposte del governo in seguito ai disordini di Milano infatti sono state l’invio di altri 500 militari nella capitale lombarda, l’applicazione del fermo preventivo anche nei confronti dei minorenni, l’abbassamento dell’imputabilità a 14 anni, l’innalzamento delle multe a carico dei genitori e, soprattutto, l’introduzione di una condanna fino a 12 anni di carcere per chi organizza manifestazioni sui social.

Al netto di qualche misura che può risultare condivisibile, come l’abbassamento dell’età imputabile e l’aggravamento della responsabilità genitoriale, risulta evidente come l’intervento del governo non miri assolutamente a risolvere i problemi alla radice e ad aiutare le famiglie più indigenti, ma punti solo ed esclusivamente sulla repressione e sulla paura per scoraggiare tutti coloro che intendano manifestare (ci sembrano in particolare estremamente sproporzionati i 12 anni di carcere previsti per chi organizza le proteste sui social, soprattutto considerando il fatto che tale numero rappresenta in Italia la pena media per un omicidio volontario). A conferma di quanto appena affermato, Salvini ha rilanciato l’idea di far pagare addirittura una cauzione a coloro che richiedono le autorizzazioni per protestare. Non si può infine fare a meno di notare che, nonostante l’introduzione di ben 7 decreti uno più liberticida e dittatoriale dell’altro, il governo non abbia minimamente risolto il problema della sicurezza, e che quindi i procedimenti da attuare sarebbero ben altri.

Dopo aver ascoltato le dichiarazioni pronunciate dalla Meloni il 20 ottobre, con le quali lodava il carattere pacifico delle proteste portate avanti da autotrasportatori, camionisti e agricoltori, e assicurava loro un sostegno rapido, qualcuno avrà pensato ad un trattamento migliore nei confronti di queste categorie. Ma, ahinoi, la nostra premier è tristemente nota per promettere mari e monti e pronunciare parole stupende, senza poi far corrispondere ad esse i fatti. E dunque nemmeno a questi lavoratori è andata troppo bene… : a fronte del riconoscimento di fondi che costoro hanno dichiarato essere già loro (480 milioni che andavano semplicemente sbloccati), di una piccola cifra che sarebbe tolta ai magistrati (!) e la pia intenzione, che bisognerebbe del tutto verificare, di abbassare solo per queste categorie il prezzo del gasolio di circa trenta centesimi, la vera “risposta” dell’esecutivo è stata fino ad ora l’identificazione di 1139 persone, 71 denunce e 242 sanzioni. Ma non è finita qui: il governo sta pensando addirittura al sequestro del mezzo di lavoro di chi blocca le strade ed alla decurtazione di 20 punti dalla patente, minacciando inoltre un intervento più deciso da parte delle forze dell’ordine, che potrebbe portare perfino a degli arresti. Insomma, anche in questo caso la risposta dell’esecutivo non è stata l’ascolto ed un sostegno concreto, bensì la repressione…

LA VIOLENZA CHE PASSA INOSSERVATA: I TONI MINACCIOSI E LE CALUNNIE DEI MINISTRI E DEL SISTEMA INFORMATIVO

Oltre a tutto ciò, coloro che stanno manifestando tra mille difficoltà e sacrifici devono anche sopportare gli attacchi verbali, brutali ed estremamente diffamatori, di buona parte dei membri del governo, nonché le invettive non certo tenere di alcuni giornali sempre più asserviti al potere. Nordio e Lollobrigida, ad esempio, hanno parlato apertamente di “infiltrazioni criminali” e di “malavita” nella guida delle proteste, senza alcuna prova, con l’evidente scopo di screditare ed infangare l’intero movimento (da che pulpito, verrebbe da dire, pensando ad esempio alla vicenda Del Mastro, alla foto della Colosimo con lo stragista, a tutto quello che combinò a suo tempo Berlusconi ed alle varie stragi compiute dalla destra…). Il ministro dell’agricoltura ha pure rincarato la dose, accusando coloro che bloccano il sistema viario di “commettere un reato”, bypassando però la vicenda che vide lui stesso bloccare un intero treno per sue esigenze strettamente personali.

Anche molti giornali, naturalmente, ci hanno messo il carico: “Libero” ha parlato di sabotaggio, “La Stampa” di un Paese in ostaggio, mentre “Il Giornale” ha scritto che al Sud c’è chi soffia sul fuoco con la scusa del caro carburante” (!). Per non farci mancare nulla, infine, “Il Foglio” ha invocato addirittura il Codice Penale.

Ma c’è ben poco di cui meravigliarsi: la stragrande maggioranza del nostro sistema informativo si indigna all’inverosimile per un paio di vetrine rotte, mentre non batte ciglio davanti alla disperazione di un popolo sempre più affamato ed allo stremo, per non parlare del genocidio dei palestinesi. Ci meraviglia di più, semmai, la grandissima civiltà e l’immensa calma dimostrata finora da autotrasportatori, camionisti ed agricoltori, nonostante tutto ciò che stanno subendo da coloro che si palesano sempre più come i veri violenti. A questi lavoratori va tutto il nostro sostegno e la nostra ammirazione.

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