MAURO L’UOMO VESTITO DI BIANCO. Oggi il 37esimo anniversario dell’uccisione di Mauro Rostagno per mano della mafia

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MAURO L’UOMO VESTITO DI BIANCO. Oggi il 37esimo anniversario dell’uccisione di Mauro Rostagno per mano della mafia

Alfredo Facchini

Lo chiamavano l’uomo vestito di bianco. Era Mauro Rostagno. Un uomo di troppe vite per contenerle in una sola.Torino, l’infanzia operaia. Trento, la rivolta studentesca. Poi Lotta Continua. Uno dei fondatori, in prima fila. Milano. Il Macondo. Un laboratorio di utopie. L’India, la ricerca spirituale.

Il ritorno in Italia. Trapani. Qui nasce Saman, comunità per tossicodipendenti, una casa per chi non ha più casa.Poi, il giornalismo. Rostagno non descrive. Denuncia lo strapotere della Mafia. Lo fa sui giornali, lo fa in tv. RTC. Una piccola emittente locale, capace di squarciare silenzi antichi. Ogni sera Mauro entra nelle case dei trapanesi. Parla di appalti, di traffici, di collusioni. Non fa sconti. Non ha paura. Ci mette la faccia. Sempre. Le sue inchieste varcano santuari proibiti.

Cosa Nostra decide che basta. Come Impastato, anche Rostagno infastidisce troppo. “Un tarlo”, diranno i giudici. Un tarlo che rosicchia certezze, affari, protezioni.Mauro sa che ogni giorno è un rischio. Lo dice con una metafora: “Puoi potarti. Diventare un alberello tranquillo, con poche foglie, poca vita. Oppure puoi crescere, rischiare. Vivere davvero.”

Trapani, 1988. La sera del 26 settembre guida la sua Fiat Duna. Con lui c’è Monica Serra, una collaboratrice. Sono le otto di sera.All’improvviso, la raffica: due colpi di fucile, due colpi di pistola. Alla testa.Mauro muore così, nell’aria scura di Lenzi di Valderice. Aveva 46 anni.

Il processo è un labirinto. Depistaggi, accuse folli. La sua compagna Chicca Roveri finisce perfino in carcere, accusata di complicità. Fumo. Solo fumo. Alla fine la verità si apre un varco. Ergastolo al boss Vincenzo Virga, mandante dell’omicidio. Per ordine di “Don Ciccio” Messina Denaro, padre di Matteo.

Mauro per loro era solo questo: una “camurria”. Un rompicoglioni.Ma Mauro rimane. Rimane la sua voce.Rimane la sua frase, nitida come un manifesto: “Facciamo tutto, il contrario di tutto. Il bianco e il nero. Non vogliamo trovare un posto in questa società. Vogliamo crearne una in cui valga la pena avere un posto.”

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