NO A GUERRE GIUSTE. IL VATICANO CONTRO L’EUROPA: “DOPPI STANDARD SUI CONFLITTI”

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NO A GUERRE GIUSTE. IL VATICANO CONTRO L’EUROPA: “DOPPI STANDARD SUI CONFLITTI”

Il Prefetto del Dicastero per la dottrina della fede si somma al Papa: “L’Ue è incoerente, mossa solo da interessi economici” -di Alessia Grossi FQ – 29.06.2026 –

Un j’accuse sfuggito quasi a tutti. Dai media internazionali fino ai diretti interessati. Eppure l’occasione era quella più unica che rara del concistoro straordinario dei cardinali convocato da papa Leone XIV per esaminare quella che Prevost ha definito “la cultura del potere” globale che alimenta i conflitti moderni e aprire così una riflessione su come la Chiesa dovrebbe rispondere.Ebbene, è successo giovedì, ancora prima dell’apertura dei lavori da parte del Pontefice, che tanto scalpore ha suscitato con le sue parole di attacco allo stesso concetto di “guerra giusta”, a detta di Leone invocata troppo spesso per giustificare azioni militari, è accaduto un altro fatto. Esordendo alla conferenza a porte chiuse, il prefetto del dicastero vaticano per la Dottrina della fede (l’ex Sant’Uffizio), Víctor Manuel Fernández, ha scagliato l’accusa più diretta all’Unione europea. Secondo il presule ‘argentino, l’Ue è rea di applicare il diritto internazionale in modo selettivo, legittimando alcune invasioni militari e derubricandone altre a sottocategorie.Secondo Fernández, custode dell’ortodossia della Chiesa cattolica, i governi applicano sempre più spesso i principi morali e giuridici in base alla convenienza politica piuttosto che a standard universali. La notizia – rilanciata ieri da Politico, il giornale di Bruxelles – anche solo per questo acquista il potenziale di uno scontro diplomatico, dopo quello che già il Pontefice ha innescato a distanza con il vicepresidente Usa, JD Vance, utilizzatore finale proprio del concetto di “guerra giusta” contro l’Iran attaccato dal papa al Concistoro. “Se un Paese è nemico, viene condannato come antidemocratico e sanzionato in vari modi; ma se è un alleato, il fatto che manchi di libertà di espressione, diritti umani o democrazia viene ignorato”, ha denunciato ancora Fernández nel suo discorso iniziale ai cardinali rivolgendosi all’Europa “incoerente in politica estera”. “L’Unione europea, infatti, impone sanzioni economiche a un Paese e invia aiuti finanziari e armi a un altro; eppure non fa lo stesso di fronte ad altre invasioni, persino più gravi, con conseguenze ancora più brutali per intere popolazioni”, ha aggiunto il prefetto. Impossibile non vedere nel primo caso la guerra russo-ucraina e nel secondo gli attacchi di Israele a Gaza e ai Paesi circostanti e quelli di Usa&Israele all’Iran. Per Fernández in questo modo “le contraddizioni suggeriscono che, in pratica, le preoccupazioni si riducono agli interessi politici ed economici delle diverse regioni del mondo” e che “non esiste più un quadro di verità e di valori reale e stabile”. Fernández cita la Russia, gli Stati Uniti e altre potenze che si affidano a generiche rivendicazioni di autodifesa per giustificare interventi militari dall’Ucraina al Medio Oriente, in un’accusa molto puntuale al quadro attuale e lo fa di fronte ai cardinali di tutto il mondo.L’altra notizia è che a quanto risulta, le osservazioni di Prevost hanno trovato riscontro nel collegio cardinalizio mondiale, e, secondo Politico, al termine dei colloqui il Vaticano ha fatto sapere, in una sintesi delle discussioni, che “molti” dei gruppi di lavoro cardinalizi concordavano sulla necessità di andare oltre la dottrina tradizionale della guerra giusta. Dibattito che anche secondo fonti vaticane non si è esaurito, ma continuerà. Il Papa nel discorso conclusivo infatti ha rilanciato, facendolo proprio, “l’appello unanime che è salito da questo Concistoro”, così da propagarlo ai vescovi, alle Chiese, a tutti i popoli della terra: Dio desidera la pace per ogni nazione e per ogni popolo. Per questo non dobbiamo rassegnarci alla violenza. La violenza non avrà l’ultima parola”. Non a caso, papa Leone ha anche ricevuto in udienza nella stessa settimana del Concistoro non solo Fernández, ma anche monsignor Visvaldas Kulbokas, arcivescovo titolare di Martana, Nunzio Apostolico in Ucraina. È tornato invece a invocare una “pace disarmata e disarmante” di bergogliana memoria, ieri il ministro degli Esteri del Vaticano, Paul Richard Gallagher, che ha presieduto una messa nella cattedrale di Kaunas, in Lituania.

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