Oltre sessanta docenti universitari hanno firmato un appello che critica duramente le indicazioni nazionali per l’insegnamento della filosofia nelle scuole superiori. Tra le contestazioni, l’esclusione di autori come Spinoza, Leibniz e Marx. Si sono aggiunti tra i firmatari altri docenti, anche di liceo.
La lettera, destinata al ministero dell’Istruzione e del Merito e al governo, definisce le scelte contenute nei nuovi programmi come “molto gravi”.
A giudizio dei firmatari, la commissione guidata dalla pedagogista Loredana Perla ha operato una “temeraria esclusione” di alcuni giganti della tradizione filosofica moderna e contemporanea. Tra i casi considerati più sconcertanti figurano l’assenza di Spinoza, Leibniz e Marx, autori rappresentativi del razionalismo, del materialismo e del pensiero critico.I docenti rilevano poi che, per quanto riguarda i teorici del contratto sociale, le indicazioni suggeriscono di scegliere “almeno uno” tra Hobbes, Locke e Rousseau. Una scelta che, a loro avviso, impedirebbe di approfondire le diverse opzioni alla base della razionalità politica moderna.
Tra i primi firmatari della petizione compaiono i nomi di Massimo Cacciari, Giuseppe Licata, Sandro Mezzadra e Gaetano Lettieri, quest’ultimo già professore dell’ultimo esame del ministro della Cultura Alessandro Giuli.
L’appello non risparmia critiche ai redattori dei programmi, accusati di “dilettantismo”, né al governo, la cui linea culturale viene definita una “polpetta avvelenata” lasciata in pasto alla scuola e ai giovani. La senatrice Cecilia D’Elia, capogruppo del Pd nella Commissione Istruzione del Senato, ha dichiarato: “La denuncia contenuta nell’appello di un folto gruppo di docenti universitari e filosofi sul contenuto delle nuove ‘Indicazioni nazionali per i licei’, emanate il 23 aprile dal ministro Valditara, è davvero preoccupante e condivisibile. Le ‘Indicazioni nazionali’ escludono infatti dai curricula scolastici alcuni grandi autori esponenti della filosofia razionalista, materialista e del pensiero critico”.
D’Elia, poi, ha espresso l’auspicio che il ministro Valditara accetti un confronto con i firmatari. Secondo la senatrice, si tratterebbe di un tentativo di incidere sulla cosiddetta egemonia culturale attraverso scelte discrezionali, in un contesto di consultazione che non consentirebbe un’esplicita manifestazione del dissenso.
Il nodo della libertà di insegnamento e della selezione degli autori
Le nuove indicazioni nazionali per i licei, pubblicate il 22 aprile, introducono anche modifiche in altri ambiti disciplinari. La commissione incaricata dal MIM ha precisato che l’elenco dei filosofi ha valore esemplificativo e non vincolante. Tuttavia, per i docenti critici, la semplice esclusione di alcuni autori dalla lista orienta in modo significativo il lavoro degli insegnanti, riducendo di fatto la possibilità di affrontare correnti di pensiero ritenute fondamentali.
fonte Obiettivo Scuola
