«Dopo l’attacco, l’UNISFA ha dispiegato personale medico, mezzi antincendio e forze di reazione rapida per prestare le prime cure, sostenere l’evacuazione delle vittime e impedire che l’incendio si propagasse».
Il Segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, condanna gli attacchi con droni del 19 ottobre nella regione di Abyei, che hanno ucciso 153 civili, tra cui donne e bambini, nei pressi del mercato di Amiet e di Todach, in una regione contesa da Sudan e Sud Sudan.E ribadisce l’intervento repentino dei Caschi Blu.
Siamo nell’area sudanese a Statuto speciale di Abyei, ricca di petrolio e priva di sicurezza, amministrata da una missione Onu e contesa dai nemici di sempre, due Paesi che prima del 2011 erano un solo Stato.
Proprio nella parte di mercato dove si distribuisce il carburante, una decina di droni lanciati, pare, dall’esercito regolare sudanese lunedì scorso ha fatto strage di civili.Dato non indifferente: il common market aveva appena riaperto dopo settimane di stallo dovuto ad un precedente attentato a metà settembre, con oltre venti morti.Si era deciso di scommettere sulla sua riapertura anche grazie all’Unisfa delle Nazioni Unite, che però evidentemente qui non basta perchè il pericolo arriva dall’alto. E da armi sofisticate. Con questo ennesimo attentato (che si somma a quelli dei giorni precedenti, l’ultimo dei quali nello Stato del Blu Nile a un gruppo di sfollati, con 41 morti), la guerra in Sudan si complica e si radicalizza.
Al conflitto interno (diventato proxy war) tra Rapid Support Forces ed esercito sudanese, si sovrappone quello mai concluso con il Sud Sudan nemico.È di nuovo un mercato affollato l’obiettivo prioritario: dalle ricostruzioni sembra che stavolta si puntasse proprio al deposito di carburante dal quale si rifornivano in passato le Rapid Support Forces.E qui entra in gioco il conflitto interno, al suo quarto anno, tra i paramilitari di Mohamed Dagalo e le forze regolari sudanesi guidate da Abdel Fattah al-Burhan.Eppure, la scelta di scagliare droni proprio sull’enclave di Abyei suggerisce anche un’altra dinamica: l’esercito di Khartoum ha colpito la regione a statuto speciale, sulla quale i due Stati rivendicano entrambi la sovranità.
fonti: Popoli e Missione, Nazioni Unite
