Il 20 gennaio la rivista online Analisi Difesa (analisidifesa.it) ha ospitato un editoriale del suo direttore responsabile, Gianandrea Gaiani, ove si analizza nel dettaglio la situazione del conflitto russo-ucraino sotto il profilo dei nuovi equilibri internazionali, in particolare dopo elezione ed insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca.
Come noto, il nuovo presidente statunitense ha manifestato, già prima della sua elezione, la volontà di chiudere in tempi rapidi il conflitto, anche in forza del consolidato rapporto di amicizia con Vladimir Putin. Trump vorrebbe inoltre prendere le distanze dalla difesa del Vecchio Continente a spese soprattutto di Washington, tanto che ha invitato gli alleati europei ad innalzare la spesa militare fino addirittura al 5 percento del Pil nazionale. E, come giustamente osserva Gaiani, Nato ed Unione Europea hanno paura che vi sia la pace grazie all’intervento risolutore del tycoon americano.
Ecco l’incipit del bell’articolo a firma di Gianluigi Gaiani:
La schizofrenia di NATO e UE, le cui dirigenze parlano ormai in fotocopia circa la guerra in Ucraina al netto del fatto che i due organismi sono composti in buona parte dagli stessi stati membri, sta raggiungendo il culmine in questi ultimi sgoccioli dell’Amministrazione Biden.
Lo si avverte da numerosi indicatori, inclusa l’evidente irritazione avvertibile in molte cancellerie europee per la possibilità che Donald Trump possa aprire un negoziato che concluda il conflitto in Ucraina.
Una “paura della pace” (o di una “pace non giusta” per citare un’espressione spesso utilizzata dalla politica europea), che tradisce il timore fondato che l’Europa venga ancora una volta tagliata fuori da un negoziato USA – Russia e relegata al solito ruolo di comparsa.
Un timore che colpisce anche l’Amministrazione Biden uscente che nell’aprile 2022 impedì a Kiev di accettare l’accordo con Mosca mediato dalla Turchia e che pochi mesi più tardi, come ha rivelato oggi il New York Times, scoraggiò gli ucraini ad aprire trattative con i russi sull’onda dei successi appena conseguito con le controffensive nelle regioni di Kharkiv e Kherson. All’epoca fu il capo degli stati maggiori riuniti, generale Mark A. Milley, a suggerire tale iniziativa agli ucraini ma il segretario di Stato Antony Blinken (peraltro di origini ucraine) la cassò, convinto che la guerra dovesse continuare.”
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UE e NATO terrorizzati dall’idea che Trump negozi la pace in Ucraina
