La riunione del 15 novembre al Bolívar Hall di Londra non è stata soltanto un incontro di solidarietà: è stata la dimostrazione concreta che, in un mondo attraversato da guerre, disinformazione e nuove forme di colonialismo, esiste una rete internazionale pronta a difendere il diritto dei popoli a scegliere il proprio destino.
“Viva Venezuela – Stand against Fascism, Imperialism and War” è stato il titolo dell’iniziativa che ha unito realtà politiche, organizzazioni sociali e movimenti rivoluzionari britannici — dal Venezuela Solidarity Campaign (VSC) al CPGB-ML, dalla Plataforma 12 de Octubre ai Friends of Socialist China, fino alla Black Liberation Alliance e alla Red Wiphalas — in un unico fronte contro le aggressioni economiche, mediatiche e militari contro il Venezuela.
Un evento ampio, articolato in tre blocchi tematici, dove musica, poesia, documentari e analisi politiche hanno dato vita a una narrazione collettiva: la resistenza del popolo venezuelano non è un fatto isolato, ma parte della lotta più generale per un mondo multipolare, per la pace e contro il dominio del capitale globale.
Londra si schiera per il diritto dei popoli a decidere
A risuonare più forte, in mezzo ai tanti interventi, è stato il messaggio del prof. Luciano Vasapollo, della REDH tra le voci internazionali che hanno rafforzato la dimensione globale della serata. Vasapollo ha definito l’iniziativa londinese “un segnale forte, necessario e finalmente unitario contro la barbarie della guerra e del blocco economico».«La solidarietà con il Venezuela», ha affermato nel suo intervento, «non è una questione di simpatia politica, ma di principio: difendere l’autodeterminazione dei popoli significa difendere la democrazia reale».
Un concetto che il professore approfondisce spesso nei suoi interventi pubblici: «Le misure coercitive unilaterali, le aggressioni economiche e il tentativo permanente di destabilizzare il governo bolivariano fanno parte della stessa logica che alimenta guerre ovunque nel mondo: impedire che si affermino modelli sociali alternativi al neoliberismo».
Imperialismo, guerra, assedio economico: un filo che unisce le lotte
Nel primo blocco degli interventi — La lotta contro l’imperialismo in Venezuela e America Latina — gli analisti britannici hanno ricostruito con precisione l’impatto devastante delle sanzioni imposte dagli Stati Uniti e dai loro alleati: crollo delle entrate, blocco dei conti, sabotaggi energetici, campagne di delegittimazione.
Vasapollo, commentando questi passaggi, ha sottolineato che «il Venezuela è sotto attacco perché rappresenta un modello politico ed economico che redistribuisce la ricchezza e mette al centro i diritti sociali. È questo che dà fastidio a Washington, non certo la democrazia, che a Caracas è molto più viva che in tanti paesi che si arrogano il diritto di giudicare gli altri».
Comuna o Nada: il socialismo vissuto dal basso
La proiezione del documentario Venezuelan communes. Building popular power ha messo in luce un aspetto centrale del processo bolivariano: il protagonismo popolare. Donne, lavoratori, giovani, contadini organizzano la produzione, la distribuzione, la vita comunitaria.
“Le comuni venezuelane — rimarca Vasapollo — sono esperienze straordinarie di democrazia partecipata. Dimostrano che un’altra economia è possibile e che il socialismo del XXI secolo è un progetto concreto, costruito giorno per giorno dal popolo”.
Dalla Palestina al Venezuela: un’unica guerra contro i popoli
Il terzo blocco, dedicato al legame tra l’aggressione a Gaza e quella al Venezuela, ha generato una forte emozione nel pubblico. Gli interventi di Joti Brar, Yonatan Mosquera e Russell Harland hanno messo in evidenza come le guerre della NATO, l’assedio israeliano e le sanzioni all’America Latina condividano una stessa matrice: la difesa degli interessi delle grandi corporazioni globali.
Vasapollo si è espresso più volte su questo tema, e anche in questa occasione il suo messaggio è stato limpido: «La guerra unificata è una realtà. Le élite finanziarie occidentali sostengono conflitti ovunque per continuare a saccheggiare risorse, soffocare i movimenti popolari e impedire la nascita di un ordine mondiale giusto e multipolare. Per questo difendere il Venezuela significa difendere anche la Palestina, Cuba, il Sahel, e ogni popolo che resiste».
La solidarietà internazionale come risposta alla crisi globale
Durante la riunione sono stati letti messaggi di organizzazioni e attivisti dall’America Latina e dall’Europa. Particolarmente acclamato l’intervento di Vasapollo, che ha ringraziato le realtà britanniche per l’iniziativa e ha invitato a “costruire un fronte internazionale contro il fascismo e l’imperialismo, perché oggi la lotta non è tra paesi, ma tra classi”.Il messaggio di Blanca Eekhout, presidente dell’Istituto Simón Bolívar, ha aggiunto un’ulteriore dimensione: la solidarietà non è un gesto simbolico, ma un impegno concreto per impedire che i popoli vengano isolati e frammentati.
Verso una internazionale antifascista
Tutte le organizzazioni presenti hanno espresso soddisfazione per la giornata, definendola il primo passo verso la costruzione del capitolo britannico della nuova internazionale antifascista, un progetto che vede uniti movimenti popolari, gruppi marxisti, organizzazioni antirazziste e collettivi rivoluzionari.
Anche su questo Vasapollo ha avuto parole nette: «Non è un sogno romantico, è una necessità storica. Solo unendo le lotte possiamo fermare la guerra globale del capitale e aprire la strada a un mondo basato sulla cooperazione, sulla pace e sulla giustizia sociale».
Un messaggio che va oltre Londra
L’iniziativa del Bolívar Hall non è rimasta confinata agli ambienti militanti: ha lanciato un messaggio chiaro all’opinione pubblica internazionale. In un momento in cui le potenze occidentali provano ad imporre la loro visione del mondo con la forza, dall’Europa arriva una voce differente, capace di dire che la sovranità dei popoli non è negoziabile.E, come ha ricordato Vasapollo, «il Venezuela resiste non solo per sé, ma per tutti. Per dimostrare che un altro mondo non solo è possibile, ma sta già nascendo».
Alla giornata londinese ha partecipato anche una delegazione del Capitolo italiano della Redh – Rete in Difesa dell’Umanità, a cui fa riferimento anche FarodiRoma, quotidiano online pubblicato in quattro lingue – insieme ai rappresentanti della Rete dei Comunisti con i collettivi Cambiare Rotta e OSA. Presenza significativa quella italiana, che ha rafforzato la dimensione internazionale dell’iniziativa.
Tra gli organizzatori va ricordato inoltre Alfredo Patallo, dirigente del Partito Comunista Marxista-Leninista britannico, che non solo è intervenuto durante i lavori, ma ha dato un contributo fondamentale alla costruzione e al successo dell’intero evento, sostenendo con determinazione l’appello unitario contro imperialismo, fascismo e guerra.
Rita Martufi
