Lavinia Marchetti
Viviamo nel migliore dei mondi possibili.
Oggi, finalmente tornata nel Belpaese, sono scesa a Milano Centrale e ho sentito un gradevole venticello. Faceva un po’ caldo, certo. Trentacinque gradi alle cinque del pomeriggio, il marciapiede con quella consistenza da teglia lasciata nel forno e l’aria che entrava nei polmoni sembrava già usata da qualcun altro. Però siamo in luglio. In luglio fa caldo. Lo sapevano pure i romani, che infatti costruivano acquedotti invece di tormentare la popolazione con l’ansia climatica. I meteoterroristi, al contrario, pretendono di trasformare l’estate in una questione politica. Domani sono previsti trentasette gradi, sabato trentotto. Una normale evoluzione stagionale, mi sembra. Fra un po’ è agosto: deve fare caldo.
A Milano Centrale ho visto persone bere acqua con un’avidità quasi propagandistica. Una signora si faceva aria con il giornale. Capisco il bisogno di attirare l’attenzione, però, insomma, questo esercito di “gretini” sta esagerando.Durante il viaggio ho avuto quasi otto ore per leggere le notizie. Pare che anche oggi alcuni “escursionisti” israeliani andassero per more in Cisgiordania, quando si sono imbattuti in brutti ceffi arabi. Si erano avventurati nei pressi di Tell, in un’area dove agli israeliani sarebbe vietato entrare, d’accordo, però le more crescono solo di là. Portavano armi, è vero, a me pare una precauzione comprensibile. Anch’io, quando faccio trekking, porto con me un fucile, l’esercito appresso e pure il progetto preliminare di un avamposto.I palestinesi, come sempre scortesi, anziché offrire acqua e indicare il sentiero del ritorno, hanno reagito. Da lì il solito caos, seguito da arresti di massa nel villaggio palestinese. È il vantaggio di possedere un esercito. Del resto, Israele deve pur difendersi quando si va per more e ci si imbatte in terroristi.Ai palestinesi basterebbe lasciare la Terra Santa. Dio l’ha assegnata e un atto di proprietà dettato dall’Altissimo dovrebbe avere un valore molto superiore alla presenza di famiglie insediate lì da secoli.
Anche le case palestinesi soffrono di un’eccessiva ostinazione. Vengono costruite su terreni che le famiglie abitano da generazioni, prive di quei permessi che l’amministrazione occupante, anche quando vengono richiesti a costruzione ultimata, quisquilie, concede con ammirevole parsimonia. Poi arrivano le ruspe, ovviamente. Sono abitazioni abusive, un po’ come se un italiano osasse costruire una casa a Capri. È il trionfo dello Stato di diritto sulla fastidiosa materialità degli abitanti.Poi leggo che Trump ha ricevuto Netanyahu alla Casa Bianca. Un incontro “eccellente”, hanno detto. Il termine “eccellente” possiede una duttilità diplomatica che invidio. Può descrivere una cena riuscita o, magari, un’escalation della guerra con l’Iran per liberare le donne da quel velo opprimente.Trump ha incontrato anche Zelensky, che continua con encomiabile abnegazione a fare il lavoro sporco per noi, come Netanyahu. Tutti ci amano e noi abbiamo una massa recalcitrante che non capisce l’amore. La macchina contro il dittatore cattivissimo, comunista e fascista allo stesso tempo, è oliata alla perfezione: noi forniamo armi, sanzioni a profusione, dichiarazioni solenni in pieno stile ars oratoria, propaganda e censura; gli ucraini mettono il territorio, i morti e i cessi d’oro. È una divisione internazionale dei compiti molto efficiente, soprattutto dal nostro lato. Ci conviene.
Zelensky ha assistito dal Senato all’avanzamento di un nuovo pacchetto di sanzioni contro la Russia, approvato nel voto procedurale con ottantasei favorevoli e dodici contrari. Le sanzioni, come sappiamo, hanno sempre l’obiettivo di abbreviare le guerre. In effetti, a oggi la Russia è in ginocchio e presto capitolerà. Noi, intanto, compriamo gas etico dagli Stati Uniti, la più grande democrazia del mondo assieme a Israele.Infine ho letto che c’è stato qualche problemino a Bologna e nei cantieri No TAV. Tra zecche e retrogradi non so chi sia peggio. E i nostri angeli in divisa? Ne vogliamo parlare una volta per tutte? Per una miseria vigilano su di noi e sulla nostra sicurezza. Basterebbe obbedire. Cadere senza movimenti bruschi e morire, quando proprio occorre, evitando di mettere in imbarazzo la divisa. Il morto dovrebbe mostrare maggiore senso delle istituzioni.Il mondo, visto in questo modo, funziona perfettamente. Dormirei felice e contenta stanotte.
Del resto, qualora la realtà dovesse insistere a risultare sgradevole, la colpa sarà della realtà.
