Qualcosa dev’essersi inceppato nella sceneggiatura.
Per quattro anni ci hanno spiegato che in Ucraina si combatteva per difendere la democrazia occidentale.
Adesso Valeriy Zaluzhny, ex comandante in capo delle Forze armate ucraine e oggi ambasciatore a Londra, scrive testualmente di uno scontro tra l’“autoritarismo globale” e le “democrazie occidentali in declino”.
Non lo scrive il Cremlino.
Non lo scrive qualche pericoloso sovversivo da Telegram.
Lo scrive Zaluzhny.
E continua con una riflessione ancora più interessante: secondo lui il vecchio ordine mondiale non sarebbe più in grado di fermare la guerra e, se quell’ordine non funziona, viene meno anche la capacità del diritto internazionale di garantire gli accordi.
Conclusione:
👉 “Qualsiasi accordo è soltanto un preludio alla prossima guerra.”
Tradotto dal diplomatico all’italiano da bar: negoziare? Non serve. Fare un accordo? Peggio. La guerra finisce? Preparate quella successiva.
E qui arriva il cortocircuito magnifico.
Per anni Kiev ha chiesto all’Occidente armi, denaro, munizioni, intelligence e sostegno politico appellandosi alla difesa della democrazia.
Ora uno dei suoi uomini simbolo spiega che quelle stesse democrazie sarebbero “in declino”, che l’arsenale della democrazia sarebbe quasi esaurito e che alcuni preferirebbero trattare il nemico come un “business partner”.
Insomma, dopo miliardi, missili, carri armati, F-16 e vertici internazionali, siamo arrivati alla fase:
“Grazie di tutto, ma non credete abbastanza.”
Zaluzhny attribuisce invece al soldato ucraino un ruolo decisivo:
“È proprio questo soldato la forza motrice che può fermare tutto.”
E sostiene che una pace trasformata in semplice accordo commerciale, con concessioni territoriali o politiche, non garantirebbe affatto una pace duratura. (24 Канал)
Una cosa però va precisata: Zaluzhny non nomina esplicitamente USA e Unione Europea nella frase sulle “democrazie in declino”. Parla più ampiamente dell’Occidente e critica l’attuale ordine internazionale. La lettura secondo cui l’attacco sarebbe diretto precisamente contro Washington e Bruxelles è quindi un’interpretazione politica, non una sua citazione letterale.
Ma resta un piccolo capolavoro della geopolitica contemporanea:
l’Occidente deve salvare l’Ucraina perché rappresenta la democrazia.
E l’Ucraina deve salvare l’Occidente perché le sue democrazie stanno degradando.
A questo punto manca soltanto capire chi salva chi per primo.
FONTI:
- Valeriy Zaluzhny, colonna per 24 Kanal, 1 ottobre 2026
- Interfax-Ukraine, 1 ottobre 2026
Don Chisciotte

